Presentato con discreto successo all’82° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione fuori concorso, arriva finalmente nelle nostre sale Il filo del ricatto – Dead Man’s Wire, il nuovo lungometraggio dietro la macchina da presa del regista cult Gus Van Sant.
Nel film il regista ripercorre un episodio realmente accaduto che ha segnato l’America degli anni ’70. È il febbraio del 1977. Tony Kiritsis (Bill Skarsgård), un piccolo imprenditore di Indianapolis, ha perso l’immobile commerciale su cui aveva investito tutte le sue speranze. In ritardo con il pagamento del mutuo, si presenta negli uffici della Meridian Mortgage Company per un confronto con il presidente Richard Hall (Dacre Montgomery). Kiritsis si aspettava di incontrare il fondatore dell’azienda, Hall Sr. (Al Pacino), ma scopre che questi è in vacanza in Florida. L’incontro degenera rapidamente. In un’azione destinata a trasformarsi in un caso mediatico nazionale, Kiritsis prende in ostaggio Hall Jr. con un fucile collegato a un filo innescato, in un sequestro trasmesso in diretta dalle emittenti locali.

A sette anni di distanza dal suo ultimo (e poco apprezzato) lungometraggio Don’t Worry, Gus Van Sant torna a dirigere una pellicola dai connotati cronachistici che ben si sposano con le istanze che nella prima fase della sua carriera lo resero una delle promesse più allettanti del cinema indipendente Usa. Tornando al racconto del vero dopo gli ottimi Elephant, Last Days e Milk, Van Sant si occua di uno dei casi di rapimento più mediatici nella storia degli Stati Uniti d’America, infondendo nel racconto filmico gusto ed ossessione per le cause e le conseguenze delle azioni sconsiderate dei suoi personaggi.

La storia di Tony Kiritsis e del rapimento ai danni di Richard Hall della Meridian Mortgage Company diventa così grimaldello ideale per portare sul grande schermo un racconto intriso di capitalismo la cui cornice è una società (quella statunitense) in rapida trasformazione mediatica e culturale. La fine degli anni ’70 diventa in questo modo l’affresco nel quale rapitore e rapito intrecciano le proprie vite e i propri valori etici e morali sullo sfondo di un Paese sempre più veloce e dinamico, in inesorabile rotta di collisione con il Consumismo imperante che avrebbe dominato il decennio successivo.

Incentrato sì sulle vicende dei due protagonisti legati (letteralmente) a doppio filo tra la vita e la morte, il Dead Man’s Wire di Gus Van Sant è tuttavia anche racconto cinematografico delle varie figure coinvolte, anche indirettamente, con il rapimento mediatico. Non solo dunque un carismatico ed imprevedibile Bill Skarsgard nei panni di Kiritsis ed un trasformista Dacre Montgomery in quelli di Richard Hall, ma anche un cast di solidissimi comprimari costituito dal premio Oscar Al Pacino, da Colman Domingo e da Cary Elwes.
Un ritorno alla forma artistica per il regista statunitense che catapulta Il filo del ricatto – Dead Man’s Wire di diritto tra i suoi film migliori recenti.
Il filo del ricatto – Dead Man’s Wire arriva nelle sale italiane a partire da giovedì 19 febbraio con Bim Distribuzione.
VOTO: 3,5/5






