Dopo aver vinto il Premio della Giuria al 78° Festival di Cannes ed essere stato selezionato dalla Germania come film qualificante per l’Oscar alla miglior pellicola internazionale, arriva finalmente nelle nostre sale Il suono di una caduta, scritto e diretto da Mascha Schilinski.
Il film ci porta all’interno di un’antica casa colonica nell’Altmark, nel Nord della Germania, le cui pareti da oltre un secolo respirano le vite di chi l’ha abitata. In particolar modo, Il suono di una caduta intreccia i destini di quattro donne, Alma (anni ’10), Erika (anni ’40), Angelika (anni ’80), Nelly (anni ’20), ciascuna legata a quella casa in epoche diverse. I loro vissuti si riflettono e si sovrappongono, attraverso sogni, traumi taciuti, ricordi frantumati e paure ereditate.

Alma vive all’ombra di una sorella morta, convinta che il suo destino sia già scritto. Erika è attratta morbosamente da uno zio ferito, reduce di guerra. Angelika oscilla tra la pulsione di morte e la ricerca di libertà. Nelly, cresciuta nella rassicurante apparenza del presente, è tormentata da sogni intensi e da un’eredità invisibile. Quando una tragedia si ripete nello stesso luogo, passato e presente si confondono, le epoche si parlano, si contaminano, si rispecchiano. Riflessione acutissima sull’eredità (pesante e complessa) del trauma intergenerazionale passato di decennio in decennio, il secondo lungometraggio diretto dalla regista tedesca Mascha Schilinski porta lo spettatore al cospetto di un oggetto cinematografico di rara potenza.

Seguendo consapevolmente una non-linearità temporale del racconto filmico, Il suono di una caduta si appropria di una struttura narrativa che sembra rimandare alle elegiache ed enfatiche visioni famigliari di Terrence Malick e Michael Haneke, oltrepassando le costrizioni del tempo e dello spazio. Uno spazio che, nel film, diviene protagonista assoluto della pellicola europea, palcoscenico ed osservatore onniscente delle vicende delle quattro protagonista femminili. Il suono di una caduta è un’opera cinematografica che invita il cinespettatore a riflettere sull’eredita incombente del passato, sul suo impatto nel presente e nel futuro delle generazioni a venire.

Un punto di vista che Mascha Schilinski, in tandem con la co-sceneggiatrice Louise Peter, declina prettamente al femminile, al suo vissuto e al fardello dell’essere donna in un contesto famigliare multi-temporale ed intergenerazionale. Uno sguardo sulla condizione femminile, per l’appunto, che Il suono di una caduta racconta con uno sguardo privo di giudizio e pretenziosità, lasciando respirare le mura della magione del Nord della Germania delle esperienze, dei traumi e dei desideri delle quattro protagoniste che compongono l’affresco fascinoso ed ineffabile portato sul grande schermo dalla talentuosa cineasta tedesca.
Il suono di una caduta arriva nelle sale italiane a partire da giovedì 26 febbraio con I Wonder Pictures.
VOTO: 3,5/5






