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La casa – Il rogo del male, la recensione

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Di Alessio Camperlingo

Continua il franchise avviato da Sam Raimi nel 1981 con La casa – Il rogo del male. E anche questa volta ritornano in scena i drammi familiari sotto forma di demoni venuti dall’inferno. Dopo la perdita del marito, una donna si ritrova a elaborare il lutto insieme alla famiglia di lui in una vecchia casa di famiglia appartenente al nonno. In quel luogo non riuscirà a trovare il conforto che le serve. Vecchi incubi del passato ritorneranno a galla, ma non sarà per niente semplice affrontarli perché i suoi incubi verranno direttamente dall’inferno per perseguitarla.

Dopo aver visto Lee Cronin dirigere il film precedente, questa volta alla regia abbiamo Sébastien Vanicek che ha collaborato alla sceneggiatura al fianco dello stesso Sam Raimi. Infatti questo nuovo capitolo si potrebbe definire un grande omaggio alla regia e la scrittura di Sam Raimi, tanto che ne si percepisce lo spirito in ogni scena. Sicuramente è uno dei migliori film della saga, audace e non ha di certo avuto paura di osare. “La casa” qui assume un significato ancora più ampio rispetto agli altri film: se nei capitoli precedenti abbiamo visto un ambiente sicuro trasformarsi in un luogo pieno di orrori e carneficina, come lo è stato per il cottage (oppure l’appartamento in La casa – Il risveglio del male che era considerato un luogo in cui rifugiarsi dalla nostra protagonista), in La casa – Il rogo del male tutti gli orrori sono già presenti, semplicemente i semimorti del franchise fanno salire a galla tutto quello che era già marcio all’interno di quel nucleo familiare. Nessuno viene risparmiato, abbiamo l’elaborazione del lutto, del trauma e per farlo si dovranno affrontare cose ai limiti del soprannaturale, per poi riuscire a rivendicare il proprio diritto alla vita.

Una scena de La casa – Il rogo del male – fonte: Sony Pictures

Per i fan e gli occhi più attenti le easter egg e riferimenti ai film del franchise sono tantissimi. La mano di Sam Raimi sulla sceneggiatura si percepisce, infatti il film presenta un ottimo equilibrio tra la dark comedy e l’orrore, ogni scena è perfettamente bilanciata e questa è l’ennesima prova che persino durante un film horror si può scoppiare a ridere a differenza di quello che credono in molti. La parte interessante in quest’ultimo capitolo è che si potrebbe definire il meno sanguinoso, ma comunque egualmente terrificante, perché stavolta punta molto di più sulla violenza psicologica rispetto a quella fisica. Stiamo pur sempre parlando di un film ambientato nell’universo de La casa, quindi ci saranno sempre mutilazioni e scene che possono disturbare i deboli di stomaco, semplicemente questa volta la violenza e l’orrore presentano varie sfumature.

Hunter Doohan in La casa – Il rogo del male – fonte: Sony Pictures

La casa – Il rogo del male punta molto di più sulla tensione rispetto alle secchiate di splatter che ci si può aspettare da un film su La casa, ma non per questo ne snatura l’essenza. Chissà se questa non sia la volta buona che uno dei remake possa finalmente ottenere un sequel diretto.

La casa – Il rogo del male arriva nelle sale italiane a partire da mercoledì 8 luglio con Sony Pictures.

VOTO: 4/5


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