Toy Story 5

Toy Story 5, la recensione

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A sette anni di distanza dal quarto capitolo, arriva nelle sale italiane Toy Story 5, quinto capitolo della redditizia ed amatissima saga animata targata Disney/Pixar. Sarà all’altezza del precedenti capitoli e della sua celeberrima fama?

Nel quinto capitolo diretto da Andrew Stanton e McKenna Harris, il compito di Buzz, Woody, Jessie e del resto del gruppo di giocattoli diventa esponenzialmente più difficile quando si trovano faccia a faccia con una nuova minaccia che rischia di monopolizzare il tempo libero: la tecnologia, che nella fattispecie di un misterioso iPad, metterà a repentaglio non solo il destino dei giocattoli storici della piccola Bonnie, ma anche il futuro della nuova generazione di bambini di tutto il mondo. Riusciranno anche questa volta i nostri eroi a vincere sulla modernità in avanzata?

Una scena di Toy Story 5 – fonte: Pixar Studios

Parliamoci chiaro: in una realtà produttiva contemporanea in cui il cinema oltreoceano monopolizza gli incassi internazionali con sequel, prequel e spinoff delle grandi saghe di ieri e di oggi, quella di Toy Story è ancora una tra le più intelligenti e mature mai portate sul grande schermo. Non perché arrivati all’ennesimo capitolo cinematografico non si percepisca una certa fatica nello smalto della struttura seriale, ma il nuovo lungometraggio targato Disney/Pixar riesce tuttavia a portare sul grande schermo racconti di crescita e di didattico divertimento per tutte le età, che strizza intelligentemente l’occhio alla vecchia generazione (che con Toy Story ci è cresciuta) e con la nuovissima generazione digitale.

Woody e Buzz in una scena di Toy Story 5 – fonte: Pixar Studios

In quello che si configura come il capitolo più contemporaneo e didascalico (nel senso più etimologicamente positivo del termine) della saga animata, i registi Andrew Stanton e McKenna Harris firmano un racconto di crescita tenero ed intriso di malinconica solitudine contemporanea. In una società attuale dove la nuovissima generazione ha abbandonato l’uso e consumo dei giocattoli vecchio stampo e li ha sostituiti con dispositivi digitali ed elettronici, Toy Story 5 trova il suo equilibrio narrativo nella veste inedita di racconto ammonitore sui pericoli della new digital era per l’infanzia e l’adolescenza di oggi.

La cowgirl Jessie in una scena di Toy Story 5 – fonte: Pixar Studios

Un monito che si traduce in un quinto capitolo magari non del tutto incisivo nella scrittura (qui la cowgirl Jessie prende letteralmente le redini della narrazione come protagonista semi-assoluta, lasciando meno spazio agli inossidabili Woody e Buzz), ma che pur nella sua minor spettacolarità ed ironia ne guadagna in una intimità e tenerezza sempre più rare nel panorama contemporaneo del cinema d’animazione mainstream.

Forse non ai livelli del primo, storico capitolo del 1995 o del memorabile Toy Story 3 – La grande fuga, ma il quinto tassello della saga Pixar conferma ancora una volta l’inattacabile longevità e vigore di questa straordinaria seria d’animazione.

Toy Story 5 arriva nelle sale italiane a partire da giovedì 18 giugno con Walt Disney Pictures.

VOTO: 3,5/5


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