The Housemaid

Una di famiglia, la recensione

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Di Massimo Vozza

Il bestseller di Freida McFadden Una di famiglia trova il suo adattamento cinematografico nell’omonimo film di Paul Feig: probabilmente nessun altro regista sarebbe riuscito a rendere così perfettamente sul grande schermo le atmosfere dei sobborghi alto borghesi statunitensi del thriller al femminile che hanno divorato lettori e soprattutto lettrici in tutto il mondo. Il titolo non si prende mai troppo sul serio, anche quando affronta i temi più scottanti e purtroppo attuali.

Si tratta di un film di genere, votato a intrattenere lo spettatore tenendolo incollato sulla poltrona, che attinge a titoli come L’amore bugiardo e Una donna promettente ma riproponendo queste intuizioni e ispirazioni rivolgendosi a un pubblico più ampio, senza pretese autoriali e consentendo al pubblico un approccio decisamente più disincantato al materiale narrativo. Materiale narrativo che quando diverge dal romanzo lo fa per esigenze cinematografiche, certo, ma anche per rafforzare maggiormente i personaggi femminili e depotenziando quelli maschili (quantomeno quello interpretato da Michele Morrone).

Amanda Seyfried in una scena del film – fonte: 01 Distribution

Le interpreti della protagonista Millie e della coprotagonista Nina, ossia Sydney Sweeney e Amanda Seyfried, si rivelano scelte di cast azzeccate, capaci di coinvolgere chi guarda, sia divertendolo che tenendolo in tensione.
Una di famiglia è a conti fatti un film con pochi obiettivi, chiari e centrati, che non ricade mai su inutili virtuosismi visivi e schiva la retorica, e non ha paura di essere perfino un po’ camp con il rischio di risultare trash per i palati più più sofisticati, a cui evidentemente il film non è e non voleva essere indirizzato.

Sydney Sweeney in una scena del film – fonte: 01 Distribution

Una di famiglia arriva nelle nostre sale a partire da giovedì 1 gennaio con 01 Distribution.

VOTO: 3,5/5


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