Anora

Anora, la recensione

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In anteprima italiana alla 19° Festa del Cinema di Roma e nelle sale di tutta Italia dal 7 novembre con Universal Pictures, Anora è il quinto lungometraggio scritto e diretto da Sean Baker, vincitore della prestigiosa Palma d’Oro al 76° Festival di Cannes. Ed è un film straordinario.

Ma di cosa parla l’atteso Anora? La protagonista (Mikey Madison, al suo primo ruolo titolare in un lungometraggio), giovane sex worker di Brooklyn, vede la chance di far svoltare la propria vita come una principessa delle fiabe quando incontra e sposa impulsivamente il figlio di un oligarca (Mark Eidelstein). Una volta che la notizia raggiunge la Russia, però, l’idillio viene minacciato dai ricchi genitori del neo-sposo, che mandano immantinente alla volta di New York alcuni scagnozzi per ottenere l’annullamento del matrimonio. Ovviamente, seguiranno esilaranti incidenti.

Una scena dal trailer del film – fonte: Neon

Dopo aver acquisito voce e prestigio autoriale con titoli low-budget divenuti dei cult assoluti quali Tangerine, Un sogno chiamato Florida e Red Rocket, Sean Baker diventa il “cineasta degli ultimi” a pieno titolo con la sua meritata Palma d’Oro. Corrispondendo ed ampliando un discorso sul sex working già timidamente iniziato in Tangerine e poi cristallizzato nel successivo Red Rocket, Anora si avvale di una delle scritture cinematografiche più brillanti ed argute di tutto il 2024 sul grande schermo.

Yuri Borisov in una scena del film – fonte: Neon

Merito anche di una protagonista davanti la macchina da presa semi-esordiente (la avevamo già vista, in ruoli secondari, in titoli quali C’era una volta ad Hollywood e Scream) che raccoglierà nei prossimi mesi molte candidature e riconoscimenti. Stiamo ovviamente parlando della “rivelazione” Mikey Madison, che trasporta sulle sue spalle una screwball comedy sul dislivello delle classi sociali nell’America odierna, sul sogno (ancora) infranto ed illusorio dell’American Way of Living. Tutta farina nel sacco di Sean Baker, che nei suoi precedenti lungmetraggi, con un stile dietro la macchina da presa diretto e di matrice quasi neorealista, si era fatto inedito e spesso ironico cantore degli emerginati degli Usa di oggi e, forse, di domani.

Anora è una commedia sofisticata e liminale, che conferma ancora una volta il talento artistico di Baker, che dopo l’inaspettata Palma d’Oro ottenuta al 76° Festival di Cannes, si appresta con grande probabilità a dominare la stagione dei premi imminente.

Anora arriva nelle sale italiane a partire da giovedì 7 novembre con la distribuzione di Universal Pictures.

VOTO: 4/5


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