The Apprentice

The Apprentice – Alle origini di Trump, la recensione

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Dopo la tiepida accoglienza al 76° Festival di Cannes, debutta finalmente nelle sale italiane The Apprentice – Alle origini di Trump, il nuovo film diretto da Ali Abbasi (Holy Spider, The Last of Us), racconto biografico inedito dell’ascesa al potere e alla notorietà del tycoon statunitense Donald Trump, decenni prima della sua “discesa in campo” nella politica americana.

Ma di cosa parla The Apprentice? Alla fine degli anni 70, il giovane e arrivista Donald Trump (Sebastian Stan) cerca a tutti i costi farsi un nome, sfruttando il fatto di essere l’ambizioso rampollo di una ricca famiglia newyorchese. Il ragazzo, tuttavia, si lascia incantare da Roy Cohn (Jeremy Strong), spietato avvocato che contribuisce sostanzialmente a creare il personaggio pubblico di Donald Trump che presto sarebbe diventato famigerato in tutto il mondo. Cohn vede in Trump il protetto perfetto: qualcuno con un’ambizione cieca, una vorace fame di celebrità e la volontà di fare tutto ciò che è necessario pur di vincere.

Jeremy Strong e Sebastian Stan in una scena del film – fonte: Briarcliff Entertainment

Racconto biografico strutturalmente tradizionale e rassicurante, The Apprentice non è un lungometraggio unipartisan schierato contro la persona pubblica (altamente controversa) del tycoon ed ex-Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump. Al contrario, la sceneggiatura originale firmata da Gabriel Sherman tratteggia una origin story che gioca sapientemente ed in maniera intelligentissima sul rapporto maestro/apprendista instauratosi tra il rampante Trump della fine degli anni ’70 e l’ambivalente avvocato mefistofelico Roy Cohn, che negli anni successivi contribuirà a plasmare la figura predatoria di uno dei personaggi americani più amati ed odiati di tutti i tempi.

Lungi dal parteggiare per una o per l’altra posizione, The Apprentice – Alle origini di Trump si nutre delle ottime interpretazioni dei suoi protagonisti; su tutti, un inedito Sebastian Stan nei panni del giovane tycoon statunitense, che schiva manierismi ed imitazioni da teatrino satirico, mentre il chiaroscurale Roy Cohn dal volto di Jeremy Strong giganteggia sull’intera pellicola di Abbasi come eminenza grigia di un lucidissimo racconto cinematografico sul potere contoverso del sogno americano (infranto).

The Apprentice – Alle origini di Trump arriva nelle sale italiane con BIM Distribuzione da giovedì 17 ottobre

VOTO: 3/5


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