Dopo essere stato presetato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival, aver vinto l’Orso d’Argento per la migliore interpretazione a Berlino ed aver ottenuto il Golden Globe per Sebastian Stan ed una candidatura all’Oscar, arriva finalmente nelle nostre sale A Different Man, diretto da Aaron Schimberg.
Ma di cosa parla l’acclamata tragicommedia che ha fruttato un primo Golden Globe di carriera all’attore protagonista? Edward (Sebastian Stan) è un giovane aspirante attore affetto da neurofibromatosi di tipo 1, una malattia che provoca la crescita di tumori non cancerosi sul tessuto nervoso. Le deformità al volto lo hanno reso timido e solitario, ma la situazione cambia quando la drammaturga Ingrid (Renate Reinsve) si trasferisce nell’appartamento accanto al suo e i due fanno amicizia. Dopo aver partecipato a sperimentazioni mediche, Edward guarisce dalla malattia e può vantare un aspetto attraente. Deciso a cambiare la propria vita, finge la propria morte e assume una nuova identità, quella di un agente immobiliare di nome Guy, il cui destino però diverrà beffardo nel momento in cui entra nella sua vita Oswald (Adam Pearson), anche lui affetto da neurofibromatosi.

Distribuito in territorio nordamericano da A24 ed in arrivo da noi grazie all’oculata distribuzione di Lucky Red, A Different Man è una delle perle nascoste del 2024 cinematografico. L’opera per grande schermo scritta e diretta da Aaron Schimberg si interroga con equilibrio narrativo di rara efficacia sulle questioni legate alla percezione di sé nella società occidentale di oggi, sul concetto (ed il valore intrinseco) dell’autostima, e sulla casualità e il ruolo del destino (amaro) nella vita di ognuno di noi.

E Aaron Schimberg lo fa allestendo un’opera cinematografica che gioca con intelligenza ed ironia rare con i toni della commedia grottesca, del dramma psicologico, e del body horror. Pur mescolando generi e linguaggi differenti dietro la macchina da presa, il regista e sceneggiatore statunitense riesce a trovare una quadra mirabile e fascinosa che non fa assomigliare A Different Man a nessun altro film di produzione statunitense più recente.

Merito innanzitutto di una scrittura che costringe il suo ambivalente protagonista a mettersi “allo specchio” per tutta la durata del film (anche e soprattutto nella sua valenza più metaforica), e che fa lo stesso con noi spettatori. Ma oltre all’ottimo lavoro dietro la macchina da presa di Schimberg, ad elevare la pellicola candidata all’Oscar per il miglior trucco ed acconciatura è la stratificata performance di Sebastian Stan nei (doppi) panni di Edward e Guy, che gli vale un Golden Globe attoriale ed un posto d’onore nel pantheon dei migliori interpreti americani di oggi. Semplicemente imperdibile.
A Different Man arriva nelle sale italiane con Lucy Red a partire da giovedì 20 marzo.
VOTO: 4/5






