Thunderbolts

Thunderbolts, la recensione

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Come se la passa il Marvel Cinematic Universe di questi tempi? Non benissimo, tra progetti televisivi semi-fallimentari e pellicole destinate al grande schermo che ottengono successo al botteghino ad intermittenza. In attesa dell’evento I Fantastici 4 in arrivo a luglio 2025 e di Avengers: Doomsday nel maggio del 2026, debutta nelle nostre sale il divertente Thunderbolts diretto da Jake Schreier.

Ma di cosa parla l’atteso Thunderbolts? Senza più gli Avengers a proteggerla, la Terra ha bisogno di un nuovo gruppo di supereroi. Convinto dalla contessa Valentina Allegra de Fontaine (Julia Louis-Dreyfus), Bucky Barnes (Sebastian Stan) raccoglie attorno a sé un gruppo di superumani disillusi e abbandonati da tutto e tutti. Con l’aiuto di Yelena Belova (Florence Pugh), la nuova Vedova nera, riunisce Red Guardian (David Harbor), U.S. Agent (Wyatt Russell), Taskmaster (Olga Kurylenko) e Ghost (Hannah John-Kamen): insieme formano i Thunderbolts e accettano una pericolosa missione durante la quale saranno costretti a confrontarsi con i risvolti più oscuri dei traumi passati che hanno vissuto.

Una scena di Thunderbolts – fonte: Marvel Studios

Trentaseiesimo lungometraggio del Marvel Cinematic Universe e ultimo della cosiddetta “Fase 5”, Thunderbolts segna il debutto del regista Jake Schreier (si è fatto le ossa in tv realizzando episodi per Lo scontro – Beef, Kidding, e Star Wars – Skeleton Crew) in quello che, a conti fatti, è forse il film più compiuto e nostalgico dell’MCU da alcuni anni a questa parte. Merito di uno script cinematografico curato a sei mani da Joanna Calo, Erik Pearson e Lee Sung Jin che mette in risalto le psicologie e gli scheletri nell’armadio dell’improbabile squadra di eroi “sfigati” costituita dagli interpreti principali.

Un momento del film – fonte: Marvel Studios

Non è semplicemente una risposta agli schemi narrativi e dinamici della Suicide Squad del DC Universe (che dopo un fallimentare primo capitolo nel 2016, ebbe un reboot straordinario curato da James Gunn più avanti), bensì più un progetto cinematografico coerente con gli elementi ricorrenti e fondativi dell’universo su grande schermo prodotto e curato dall’inossidabile Kevin Feige. Spazio quindi all’ironia e alla leggerezza dei suoi personaggi e dell’improbabile team di supereroi che dà il titolo al film di Schreier, senza tuttavia dimenticare mistero, azione e profondità psicologica. Non tutto magari torna in Thunderbolts come dovrebbe (è del resto lungi dall’essere un perfetto erede dei “pensionati” Avengers), ma riporta gradevolmente lo spettatore a dinamiche e situazioni narratologiche hanno in passato fatto il successo dei gioielli più splendenti del Marvel Cinematic Universe di ieri.

Un momento di Thunderbolts – fonte: Marvel Studios

Certo, la banda di eroi disadattati di casa Marvel non farà furore come quella dei Vendicatori di gloriosa memoria, ma conquisterà i cuori di tutti quegli spettatori che si rispecchierano nelle zone d’ombra dei suoi protagonisti misfit ed irresisitibili, (super) umani in cerca di riscatto ed identità che non hanno nulla da invidiare ai ben più incensati Avengers del passato.

Con un super-cast capitanato da Florence Pugh e Sebastian Stan (ma occhio alla “sorpresa” Lewis Pullman nel panni del villain Sentry), Thunderbolts potrebbe sorprendere al botteghino internazionale più di quanto preventivato da Marvel Studios. In attesa dell’arrivo dei Fantastici Quattro, a luglio.

Thunderbolts arriva nelle sale italiane con Walt Disney Pictures a partire da mercoledì 30 aprile.

VOTO: 3.5/5


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