La trama fenicia

La trama fenicia, la recensione

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Presentato in concorso al 78° Festival di Cannes dove è stato in competizione per la Palma d’Oro, a partire da mercoledì 28 maggio arriva nelle nostre sale La Trama Fenicia, il nuovo lungometraggio scritto e diretto dall’immaginifico Wes Anderson.

La storia del film La trama fenicia prende il via negli anni ’50, a bordo di un aereo privato che precipita in mezzo a un campo di grano. Ai comandi c’è Anatole “Zsa-zsa” Korda (Benicio del Toro), magnate internazionale del commercio, sopravvissuto a sei incidenti aerei, accusato di frodi, tangenti, traffici illegali e trattati diplomatici non ufficiali. Zsa-zsa è una figura larger-than-life: collezionista d’arte, amante della natura, imprenditore spregiudicato con una visione megalomane per la rinascita di una regione devastata del mondo, la cosiddetta Fenicia Indipendente.

Benicio del Toro in una scena del film – fonte: Focus Features

Tra commedia slapstick, cinema del grottesco e del pittoresco, dramma famigliare e thriller industriale, La Trama Fenicia segna il ritorno dietro la macchina da presa per il premio Oscar Wes Anderson dopo la serie di deliziosi cortometraggi targati Netflix ed ispirati ad alcuni racconti meno noti di Roald Dahl. Formalmente, nulla fuori dalla norma per gli aficionados e i cinefili più incalliti dell’arte di Anderson, che anche in La Trama Fenicia ritroveranno ossessioni visuali, stilemi narrativi e contenuti carissimi al prolifico cineasta di Houston. Cinema pigro o ostinazione lodevole e meritevole di applausi e riverenza?

Mia Threapleton in una scena del film – fonte: Focus Features

La verità, come sempre, sta un po’ nel mezzo. Se a tornare nel cinema di Wes Anderson ci sono i legami famigliari e le loro imprevedibili conseguenze (come fu nel capolavoro I Tenenbaum), a latitare è del resto una coerenza narratologica che tiene e rinsalda tra sé i vari capitoli delle rocambolesche e complesse fughe dell’ambiguo ed impenetrabile protagonista interpretato da Benicio Del Toro. Dunque, più che virare su lidi sicuri porti confortevoli e di facile portata per lo spettatore cinematografico, La Trama Fenicia si mostra al suo pubblico come uno dei titoli più enigmatici e sfingei del regista e sceneggiatore statunitense.

Una scena de La Trama Fenicia – fonte: Focus Features

Una gioia per gli occhi sì, ma una visione essenzialmente frustrante per tutti coloro che attendevano al varco Wes Anderson dopo alcuni esperimenti davanti la macchina da presa (nello specifico, The French Dispatch e Asteroid City) che sembravano rifuggire con mefistofelica previsione consapevole i legacci della trama lineare, sacrificando al contempo le ragioni del cuore dei personaggi che hanno reso celebre e rispecchiante il cinema dell’autore americano tra i più influenti della contemporaneità, nel bene e nel male.

Con un super-cast che, oltre a Benico Del Toro, include Mia Threapleton (talentuosa figlia di Kate Winslet), Scarlett Johansson, Tom Hanks, Bryan Cranston, Riz Ahmed, Jeffrey Wright, Michael Cera, Benedict Cumberbatch, Willem Dafoe e Bill Murray, tra gli altri.

La trama fenicia arriva nelle sale italiane a partire da mercoledì 28 maggio con Universal Pictures.

VOTO: 2,5/5


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