A circa due mesi dall’inizio dell’82° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia e archivata la 78° edizione del Festival di Cannes, sono ben quindici i titoli su cui (ad occhi semi-chiusi) puntiamo per gli Oscar 2026, nella categoria principale.
Dall’ultimo Festival di Cannes dovrebbero e potrebbero farcela Sentimental Value di Joachim Trier (Grand Prix della Giuria) e la Palma d’Oro assegnata a It’s Just An Accident dell’iraniano Jafar Panahi, che in un certo modo andrebbero a posizionarsi al contempo come i lungometraggi non in lingua inglese scelti dall’Academy nella categoria del Best Picture.

Da Venezia, forse, After The Hunt di Luca Guadagnino, Hamnet di Chloé Zhao, Bugonia di Yorgos Lanthimos, Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, A House of Dynamite di Kathryn Bigelow, o la commedia agrodolce Jay Kelly di Noah Baumbach.

Tra i film di puro intrattenimento ed alto tasso di sfracelli al box-office internazionale, un posto d’onore potrebbero averlo i sequel Avatar: Fire and Ash di James Cameron, e Wicked: Parte 2 di John M. Chu. Tra i titoli già usciti, almeno in Usa, il vincitore del TIFF 2024 The Life of Chuck di Mike Flanagan e il fenomeno I Peccatori di Ryan Coogler.

In ordine puramente alfabetico:
After The Hunt (Luca Guadagnino)
Avatar: Fire and Ash (James Cameron)
The Ballad of a Small Player (Edward Berger)
Bugonia (Yorgos Lanthimos)
Hamnet (Chloé Zhao)
A House of Dynamite (Kathryn Bigelow)
It’s Just An Accident (Jafar Panahi)
Jay Kelly (Noah Baumbach)
The Life of Chuck (Mike Flanagan)
Marty Supreme (Josh Safdie)
One Battle After Another (Paul Thomas Anderson)
Rental Family (Hikari)
Sentimental Value (Joachim Trier)
Sinners (Ryan Coogler)
Wicked: For Good (John M. Chu)






