In un’annata cinematografica, quella del 2025, che a metà del suo corso stenta a trovare lungometraggi veramente indimenticabili, su tutti sembra tuttavia svettare I Peccatori, il nuovo film diretto da Ryan Coogler e che ha debuttato nelle sale italiane nel mese di aprile con la distribuzione di Warner Bros. Pictures.
Nonostante in territorio nostrano non abbia avuto alcun successo commerciale, I Peccatori è stato un piccolo, grande fenomeno all’interno del mercato della distribuzione cinematografica statunitense, imponendosi come il più alto incasso americano per un film originale (non appartenente dunque a franchise, saghe, sequel, prequel e spinoff o adattato da materiale precedentemente pubblicato) da almeno un decennio. Con oltre 260 milioni di dollari incassati, I Peccatori ha battuto Elemental targato Disney/Pixar (154 milioni) come il film tratto da una sceneggiatura totalmente originale con l’ammontare al botteghino casalingo più alto da 10 anni a questa parte.

Con i numeri (sorprendenti) in mano del box-office Usa, in breve le ragioni per cui al momento I Peccatori di Ryan Coogler potrebbe essere il film da battere agli Oscar 2026, a conti fatti:
- L’incasso da record ottenuto in patria è già di suo una narrativa allettante che potrebbe risuonare a gran voce da qui ai primi mesi del prossimo anno, quando la stagione dei premi entrerà nel vivo. In un momento storico in cui l’industria hollywoodiana è appesa ad un doppio filo alle proprietà intellettuali (IP) e alla produzione in massa di sequel, prequel e spinoff, Sinners è acqua fresca in un mare contaminato da poco coraggio ed originalità dietro la macchina da presa.
- Il film di Coogler non è un blockbuster come tanti. Se di certo non appartiene alla schiera della produzione low-budget, I Peccatori ha molto da raccontare nella sua intelligentissima tessitura narrativa. Solo superficialmente un vampire horror ambientato nell’inospitale Mississippi degli anni ’30, il lungometraggio è un mélange riuscitissimo di gangster movie, horror, dramma sociale, musical e riflessione sulla condizione delle minoranze etniche negli Stati Uniti post-Depressione. Un calderone di idee e riferimenti storico-sociali Usa che parla tanto al passato quanto allo spettatore contemporaneo.

- Un legame con le urgenze sociali del Paese statunitense che ancora la pellicola scritta e diretta da Ryan Coogler al presente storico con forza e grande coraggio artistico. Mescolando temi di spessore con un linguaggio cinematografico affascinante, imprevedibile, virtuosistico e a tratti fieramente pulp, I Peccatori ha lasciato di stucco molte personalità di Hollywood, che dalla sua uscita nelle sale non hanno fatto altro che lodare il lavoro originale di Ryan Coogler.
- Un lavoro artistico particolarmente apprezzato anche dalla critica di settore, che ha premiato Sinners come uno dei più amati nella carriera da regista del cineasta Usa (suoi sono stati i solidissimi Fruitvale Station, Creed, Black Panther e Black Panther: Wakanda Forever), e che potrebbe portare ad una prima, meritatissima candidatura all’Oscar per la miglior regia destinata a Coogler.
- Una candidatura che segnerebbe la storia se si dovesse tramutare in statuetta: al momento, negli annali dell’Academy mai nessun cineasta di etnia afroamericana ha ricevuto l’Oscar nella categoria della miglior regia; vicini in passato ci sono arrivati Spike Lee, Lee Daniels, Steve McQueen e Barry Jenkins.

- Inoltre, I Peccatori è un prodigio non solo registico ma anche a tutto tondo: da un cast corale omogeneo e funzionale (un “doppio” Michael B. Jordan, Hailee Steinfeld, l’esordiente Miles Caton, Delroy Lindo, Wunmi Mosaku e il già iconico Jack O’Connell), alla straordinaria fotografia in 70 mm, fino alle musiche originali curate dal due volte premio Oscar Ludwig Goransson, che qui gioca con la storia del blues americano per dare vita ad una soundtrack memorabile meritevole di premi di settore.
- Tutto adesso sta alla macchina della campagna premi che metterà in moto Warner Bros. Pictures e alla possibile abbondanza di titoli forti che emergeranno nel corso dei festival autunnali dei prossimi mesi, a partire da Venezia, Telluride e Toronto. Ma, al momento, I Peccatori ci sembra già un Oscar contender formidabile.






