In origine fu una serie televisiva (cancellata dopo soli sei episodi) del 1982; poi, un reboot cinematografico partito con inaspettato successo nel 1988 e proseguito con due sequel esilaranti. Mercoledì 30 luglio con Paramount Pictures arriva nelle nostre sale Una pallottola spuntata, legacy sequel dell’esilarante saga comedy ideata da David Zucker, Jerry Zucker e Jim Abraham.
Ma da dove riprende le fila della trama il sequel con Liam Neeson e Pamela Anderson? Frank Drebin Jr., figlio dell’iconico tenente Drebin, è un poliziotto imbranato ma determinato che si ritrova coinvolto in un’indagine esplosiva che potrebbe mettere a repentaglio l’intera sicurezza della città in cui lavora. Tra equivoci, inseguimenti e disastri diplomatici, Drebin affronta criminali, un nuovo amore, colleghi ostili e il peso dell’eredità paterna.

A 31 anni di distanza dall’uscita in sala del terzo capitolo cinematografico con l’indimenticabile Leslie Nielsen (Una pallottola spuntata 33⅓ – L’insulto finale, nel 1994), il sequel reboot affidato alla regia di Akiva Schaffer non delude le aspettative nostalgiche. Con Schaffer dietro la macchina da presa (con la commedia aveva già lavorato grazie al Saturday Night Live e alla regia di titoli come Vicini del terzo tipo e Cip & Ciop agenti speciali), il film con protagonisti due inediti Liam Neeson e Pamela Anderson segue con riverente e consapevolissima intenzione tutti gli elementi narrativi e i prodromi della commedia slapstick che avevano fatto grande la saga a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 ideata da Jim Abraham e i fratelli Zucker.

Un pallottola spuntata di Akiva Schaffer, in effetti, funziona meglio quando lo si ammira più come una curiosa macchina del tempo che come vero e proprio omaggio rispettoso alla trilogia originaria. Se difatti i tre autori primigenii erano anche le menti folli dietro al successo del cult L’aereo più pazzo del mondo (1980, sempre con Leslie Nielsen, tra gli altri), Schaffer mette in scena un legacy sequel che non cambia di una virgola il confezionamento delle gag comiche, delle situazioni ai limite del surreale e del potere esilarante e politicamente scorretto dei giochi di parole, dei misunderstanding, e della fisicità esilarante ai confini della demenza cinematografica che erano marchio di fabbrica dei titoli con Nielsen.

Dunque, programmatica e sfacciata operazione nostalgia oppure mera riproposizione di una comicità passata ancora oggi funzionale e performante? In realtà Una pallottola spuntata soddisfa entrambe le ipotesi, rimanendo fedelmente ancorata alle innovazioni slapstick di Zucker-Zucker-Abraham, ma non dimenticandosi tuttavia di giocare in maniera intelligente con l’evoluzione del genere action e poliziesco dei giorni d’oggi e con le carriere attoriali dei suoi protagonisti.
Su tutti, un Liam Neeson che ironizza con perfetta nonchalance sulla sua recente virata verso gli action movie (Io vi troverò, in primis), e una ritrovata e leggerissima Pamela Anderson, che suggella il suo ritorno davanti la macchina da presa mesi prima con l’amaro The Last Showgirl di Gia Coppola, poi con il film di Schaffer, giocando con grande intelligenza a tu per tu con la sua ex-immagine di sex symbol degli anni ’90.
Una pallottola spuntata arriva nelle nostre sale a partire da mercoledì 30 luglio con Paramount Pictures.
VOTO: 3/5






