Toni Servillo

La Grazia, la recensione da Venezia 82

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Apertura dell’82° Mostra del Cinema di Venezia è il nuovo e nostrano film diretto da Paolo Sorrentino, di ritorno a Venezia dopo il Leone d’argento con È stata la mano di Dio e in seguito alla partecipazione dell’anno scorso a Cannes con Parthenope.


E proprio da quest’ultimo titolo La grazia prende una direzione diversa: il regista partenopeo ha realizzato un film meno sontuoso nella messa in scena ma estremamente attento e strutturato nella scrittura dei personaggi, del loro sviluppo e soprattutto della narrazione in toto. Sorrentino, insomma, dopo molto tempo è tornato a realizzare un film che è principalmente di sceneggiatura. Certo, non mancano alcune scene con un impatto principalmente visivo che fanno da orpello ma quel suo virtuosismo, spesso nel suo cinema fautore di immagini suggestive (a volte simboliche, altre più fine a loro stesse), non è la cifra stilistica che caratterizza La grazia.

Una scena de La Grazia – fonte: Piper Film

Invece il senso e i temi del cinema sorrentiniano non cambiano. Il personaggio di Mariano De Santis è un immaginario Presidente della Repubblica a fine mandato, in un’Italia che non è esattamente la nostra ma la ricorda. Si tratta di un’uomo ossessionato dal passato che deve affrontare un cambiamento nella vita che porterà a un altro inizio, e in vista di questo si chiede cosa ha lasciato agli altri non solo in virtù della sua figura professionale ma anche come padre, marito e soprattutto come uomo. Paolo Sorrentino non rinuncia a essere esistenziale ma lo fa con una leggerezza a volte quasi inedita, con accenni di commedia che non risulta mai grottesca, soprattutto se paragonata ad altri suoi titoli.

Anna Ferzetti in un momento del film – fonte: Piper Film

Ed è proprio la leggerezza, anzi il sentirsi leggeri, l’essere in grado di fluttuare nell’aria, uno dei leitmotiv del titolo, e nonostante il personaggio il film presenta solo tra le righe una valenza politica. La grazia a un approccio superficiale potrebbe a tratti ricordare La grande bellezza, a qualcun altro Il divo, ma lo spirito con il quale vengono raccontati gli elementi comuni con questo e altri suoi film fa la vera differenza. Il cast gioca un ruolo fondamentale nell’incarnare e restituire l’ottimi lavoro di scrittura, a partire da Toni Servillo, in un’interpretazione non sorprendente ma ottima, e da Anna Ferzetti nel ruolo di sua figlia. Nota di merito Milvia Marigliano nel ruolo di Coco Valori, un personaggio che già ci verrebbe da definire iconico.

Una scena tratta da La Grazia – fonte: Piper Film


La grazia è a conti fatti uno dei film più accessibili di Sorrentino
e la sua distribuzione a gennaio potrebbe rappresentare un ottima occasione d’incasso per il cinema italiano

In concorso all’82° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, La Grazia arriverà nelle sale italiane il prossimo 15 gennaio 2026 con Piper Film.

VOTO: 4/5


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