Julia Roberts

After the Hunt, la recensione da Venezia 82

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Il fatto che il cinema di Luca Guadagnino sia un cinema borghese è abbastanza risaputo ormai; anche il fatto che si sia abbastanza americanizzato dopo Suspiria è innegabile. Il problema di quest’ultimo After The Hunt è il fatto che si sia anche snaturalizzato.

È il secondo prodotto tra gli ultimi tre che gli viene commissionato ma a differenza di Challengers stavolta non riesce per nulla a trovare un modo, un compromesso, per rappresentare la sua poetica, che ha al suo centro il desiderio. Con il titolo presentato fuori concorso a Venezia, Guadagnino si trasforma in un Woody Allen più intellettualoide che intellettuale, meno accessibile e più snob. Presenta il film come una sorta di thriller drama psicologico ma finisce per incantarsi con un titolo vuoto, lento, logorroico e ripetitivo. Dà l’impressione di un film televisivo, senza alcun tipo di guizzo, di quelli che con il grande schermo oggigiorno non hanno nulla a che fare.

Julia Roberts e Andrew Garfield in After The Hunt – fonte: Amazon Studios


Il suo cast è appiattito da una sceneggiatura scialba e a tratti problematica per come racconta sia il rapporto tra differenti generazioni (la Gen Z usata totalmente per il tiro al bersaglio), sia per come racconta le accuse di molestie in questa epoca post Me Too. Non prende posizioni ma butta lì situazioni specifiche lasciando al pubblico l’ardua sentenza, come se ciò che sarebbe potuto essere interessante non meriti tempo nel film ma solo spazio al di fuori di esso. L’argomento però è talmente caldo e dibattuto che di certo non serviva il nuovo scialbo titolo di Guadagnino per portarlo avanti o rinvigorirlo.

Ayo Edebiri e Julia Roberts in un monento del film – fonte: Amazon Studios


Il rilancio della carriera di Julia Roberts insomma dovrebbe tardare ad arrivare a meno che Hollywood non voglia così spingere l’attrice solo perché è lei. In After The Hunt la ritroviamo intrappolata in un ruolo alla TÀR ma senza il sostegno di quella penna e di quella regia. Snervante poi è l’utilizzo del restante ensemble, una collezione di figurine fuori posto che sbraita, dibatte, piange, ride, senza alcuna profondità emotiva e caratterizzazione interessante.

Julia Roberts in After The Hunt – fonte: Amazon Studios


L’invito, al nostrano Luca, è di ritrovarsi mollando tutte quelle dinamiche fatte di star system, giro di soldi, Hollywood e Oscar buzz, e di ritrovarsi un po’. Anche solo riguardando quel cinema di Bertolucci o Demme che lo aveva tanto affascinato e aveva portato noi a restare incantati dai tuoi film.

Fuori concorso alla 82° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, After The Hunt – Dopo la caccia arriva nelle sale italiane giovedì 16 ottobre con Sony Pictures.

VOTO: 2/5


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