I migliori momenti televisivi del 2019 secondo Awards Today

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Di Daniele Ambrosini
Iniziamo le nostre classifiche di fine anno dedicate al meglio del 2019 con la selezione dei migliori momenti televisivi della stagione che ci apprestiamo a lasciarci alle spalle. Nell’attesa di scoprire quali sono stati i film e quali le serie tv più apprezzate dalla nostra redazione, oggi ripercorriamo insieme quelle scene, quei momenti salienti, quei colpi di scena che hanno segnato indelebilmente un anno di incredibile televisione e che resteranno per sempre impressi nella mente degli spettatori. 

Nella nostra classifica troverete alcuni dei momenti più chiacchierati e discussi di alcune delle più apprezzate e popolari serie televisive in circolazione, ma anche qualche sorpresa. C’è Il trono di spade, con quella che è forse, allo stesso tempo, la scena più apprezzata e più odiata dell’ultima catalizzante stagione, così come c’è quel momento della terza stagione di Stranger Things che, vuoi o non vuoi, è davvero difficile dimenticare, ma anche un intensissimo monologo e un tre volte premio Oscar che grida a pieni polmoni. 
Di seguito trovate la nostra classifica dei migliori dieci momenti televisivi del 2019, in ordine dalla decima alla prima posizione. Laddove è stato possibile reperire una clip video, l’abbiamo allegata; nei prossimi mesi aggiorneremo l’articolo per inserire anche le clip mancanti, non appena queste saranno disponibili. Ovviamente le nostre descrizioni di queste scene, così come le clip, contengono spoiler delle serie prese in oggetto e vi invitiamo a leggere e solamente se avete visto la serie in questione. Tuttavia, c’è almeno una scena la cui visione non solo non compromette la visione della serie, ma anzi, potrebbe essere un buon incentivo per recuperarla, e si tratta della scena che abbiamo piazzato in prima posizione, perciò vi invitiamo a leggere il nostro commento e a vederla, anche se non siete familiari con la serie.
10. Big Little Lies – Grida
L’arrivo di Meryl Streep ha certamente contribuito ad aumentare le già enormi aspettative nei confronti della seconda stagione di Big Little Lies. Fin dal primo episodio Mary Louise Wright, la madre di Perry alla ricerca della verità sulla morte del figlio con il volto dell’attrice premio Oscar, si è dimostrato un personaggio incredibilmente sfaccettato, una donna mossa e accecata dall’amore nei confronti del figlio, ma anche incredibilmente subdola, in grado di rigirare la situazione a vantaggio e colpire chiunque con delle frecciatine al vetriolo ben assestate, spesso al limite dell’accettabile. In poche parole, è una donna sopra le righe e imprevedibile, in grado di manipolare le persone che le stanno intorno. Proprio nel primo episodio della stagione possiamo trovare la scena più iconica di Mary Louise: durante una cena con la nuora e i nipoti la donna racconta ai bambini di quella volta che la vista dei mediocri figli di alcuni suoi amici l’ha resa così furiosa per la dipartita del suo Perry da voler gridare a squarcia gola. E così ha fatto. Volete Vedere? Così Mary Louise si lascia andare un grido acutissimo e assordante che prende alla sprovvista tutti. Soprattutto i bambini. Vedere per credere. Si tratta di un momento tanto inaspettato, quanto perfetto per introdurre il personaggio della Streep che è diventato da subito il momento più chiacchierato della première, ed è, ad oggi, molto divertente da guardare. Non importa quante volte lo abbiate già visto. 

9. The OA – La piovra
The OA è probabilmente una delle serie più atipiche e complesse del panorama televisivo contemporaneo, nonché, forse, una delle più incomprese e sottovalutate. La seconda stagione della serie di Brit Marling e Zal Batmanglij è tanto riuscita quanto strana. Non c’è una parola migliore per definire The OA. Strana. E nel web si è fatta una certa reputazione, oltre che per la sua struttura narrativa complessa ed intrigante che la rendono un vero e proprio cult, anche per i momenti WTF che ne fanno un must watch. E nella seconda stagione di The OA c’è sicuramente una scena destinata a restare impressa nella mente dei telespettatori, anche a distanza di anni, pure quando i dettagli sulle circostanze, sul contesto, saranno ormai dimenticati (a patto che, non lo siano già da ora), ed è quella della piovra. Ci sarebbe anche un albero parlante situato in un’altra dimensione, a solo qualche episodio di distanza, eppure arrivati a quel punto si ha l’impressione che la stranezza abbia già raggiunto il suo limite massimo, ma quando nel quarto episodio Prairie si reca in un club alla ricerca di risposte sul suo alter ego nella nuova dimensione dove si è risvegliata all’inizio della stagione e si ritrova legata su un palco e psichicamente connessa a una piovra gigante che poi la uccide temporaneamente, beh, quello è un momento così strano e impossibile da prevedere da essere davvero memorabile. 
8. Sex Education – La terapia
Sex Education è una serie preziosa, soprattutto per gli spettatori più giovani, perché parla in modo diretto e schietto di tematiche importanti dell’adolescenza con un tatto, una delicatezza, una dolcezza, un’attenzione e un rispetto incredibili verso la materia trattata e i suoi personaggi. E se c’è una scena che è in grado di esemplificare il mood della serie, in bilico tra dramma e commedia, e di colpire lo spettatore è sicuramente quella della prima “terapia” eseguita da Otis in uno dei bagni della scuola. Un suo compagno di scuola, Adam, ha preso una grossa dose di viagra nel tentativo di superare la forte pressione che deve affrontare durante le sue prestazioni sessuali, andando incontro a degli effetti indesiderati, e, nell’attesa che questi passino, Otis, lo spinge a parlare delle sue insicurezze, usando le tecniche apprese dalla madre, un’estroversa terapista sessuale. In questi pochi minuti è concentrato tutto il meglio della serie, c’è tanta umanità e pure una buona dose di ironia di fondo, che però non sminuisce nessuno. Anche se la scena più spassosamente scabrosa della serie è quella che tutti ricorderanno più facilmente, questa è sicuramente la più riuscita e la più rappresentativa. La gestione dei tempi scenici e dei vari registri, poi, è impeccabile. 

7. Barry – Il monologo di Sally
Per tutta la prima stagione di Barry, Sally è rimasta molto sullo sfondo. Il personaggio interpretato da Sarah Goldberg nel corso dei primi otto episodi era più una macchietta dell’aspirante attrice losangelina che altro, ma nella seconda stagione Sally diventa finalmente un personaggio tridimensionale. Costretta a scontrarsi con le difficoltà che realizzare il suo sogno comporta e ad affrontare il suo difficile passato, Sally ha un esaurimento nervoso che si manifesta nel momento in cui Barry, attore decisamente meno dotato di lei, viene chiamato per un provino importante solamente per via della sua altezza. In questo momento Sally acquisisce davvero corpo, ed è un bellissimo momento di pura follia, dove Sarah Goldberg ha, finalmente, la possibilità di brillare. 

6. Euphoria – All For Us
Euphoria è disseminata di scene diventa iconiche dal momento della loro messa in onda, si pensi alla sequenza animata dedicata alla fanfiction Larry Stynlinson, alla scena nello spogliatoio da molti identificata come “quella dei trenta peni” o alla sequenza della stanza capovolta. Ce ne sono davvero moltissime, perché Euphoria è una serie visivamente sorprendente ed estremamente estetizzante. Ma tra le tante, la più memorabile è, probabilmente, la sequenza che chiude la prima stagione della serie. Sulle note di “All For Us”, brano di Labrinth per l’occasione ricantato da Zendaya, vediamo Rue fluttuare e, come mossa controvoglia da un’energia intangibile, essere trasportata dapprima nel suo soggiorno e poi in strada dove viene portata in trionfo da un corpo di ballo accompagnato da un’orchestra. Una scena, questa, che più che avere un valore propriamente narrativo serve da riassunto metaforico del viaggio computo dalla protagonista in questa prima stagione, e che culmina con una faticosa salita su una montagna di corpi e una caduta. Lo spettacolo conclusivo messo su da Sam Levinson per chiudere le danze della prima stagione di Euphoria è, per quanto inaspettato, la chiusura perfetta.

5. Veep – Il tradimento di Selina
Che Selina Meyer fosse una donna spietata e pronta a tutto nella stessa misura in cui è incompetente e irriconoscente era cosa chiara a tutti gli spettatori di Veep, ma, quando nel finale di serie Selina è messa nella condizione di dover fare un grosso sacrificio pur di ottenere la candidatura alle presidenziali, quello che decide di sacrificare va oltre ogni possibile aspettativa. In quel momento, infatti, Selina decide di tradire Gary, l’unica persona al mondo che la ami e la rispetti incondizionatamente, per raggiungere il suo obiettivo. Una mossa subdola e imprevedibile, ma pienamente in linea con il personaggio e la sua evoluzione, che segna anche il suo addio alle scene. Il flashforward del funerale della presidente che chiude la serie era dovuto per onore di cronaca e correttezza nei confronti degli spettatori, ma è qui che la serie si conclude per davvero, con quel momento di intimità, quel tradimento e quel fugace sguardo emotivamente carico che vedono protagonisti Selina e Gary. 

4. The Crown – Il colpo di Stato
In qualche modo oggi è stato il giorno più divertente della mia vita, e anche il più deprimente” confessa la regina al suo nuovo capo scudiere nel corso di una cena, durante il loro viaggio in America per aggiornare e migliorare la scuderia reale. Elisabetta si apre e si concede un attimo di debolezza, immaginando come sarebbe stata la sua vita se suo zio non avesse abdicato e lei non fosse mai diventata regina. “In giornate come questa immagino come sarebbe stata la vita che non ho vissuto, magari sarei stata più felice“, dice. Nel frattempo arriva una telefonata che annuncia che nel Regno Unito è in corso un complotto guidato da Lord Mountbatten, suo zio, per deporre il Primo Ministro. Proprio quando aveva abbassato le difese, concedendosi di immaginare una vita diversa, la realtà si ripresenta prepotentemente davanti ai suoi occhi, costringendola a reagire e alzare nuovamente un muro protettivo attorno a sé. C’è sofferenza, ma soprattutto rabbia nello sguardo di Olivia Colman. Fatto ritorno a tavola, annuncia la fine del suo viaggio e l’imminente ritorno a casa. Mai prima d’ora in The Crown avevamo visto la regina in un momento tale vulnerabilità, e l’abile penna penna di Peter Morgan ha bisogno solo di un paio di battute ben assestate per donare un’umanità nuova a un personaggio di cui, arrivati a questo punto, credevamo di sapere tutto. Semplicemente magistrale. 
3. Il trono di spade – La morte del Re della notte
La resa dei conti tra i vivi e l’esercito del Re della notte era uno dei momenti più attesi dell’ultima, controversa stagione de Il trono di spade ed è arrivato esattamente a metà del ciclo televisivo, al terzo episodio. Alla battaglia di Grande Inverno è dedicato uno degli episodi più gloriosi, epici e memorabili della storia della televisione. Girata nel corso di 55 notti, la puntata è carica di azione e combattimenti, e contiene una delle scene più catalizzanti della passata stagione televisiva. Ogni fan di Game of Thrones si è interrogato su chi, alla fine, avrebbe ucciso il Re della notte – era forse per questo che Jon Snow era stato riportato in vita? O spetterà proprio a Bran, che qualcuno sospettava potesse addirittura essere lui stesso il Re della notte? – Alla fine a risolvere la situazione è stata Arya, saltata fuori dal nulla, come una brava ragazza senza nome, armata di una daga in acciaio di Valyria. Il Re della notte riesce a fermare il suo primo attacco, ma Arya fa scivolare l’arma da una mano all’altra, prendendo alla sprovvista l’avversario che finisce polverizzato, causando la caduta di tutto il suo esercito. Un momento epico, destinato a restare negli annali della tv. 

2. Stranger Things – Neverending Story
Che Stranger Things fosse una serie citazionista in grado di sfruttare in maniera intelligente l’immaginario collettivo e la cultura popolare degli anni ’80 è cosa ormai risaputa, tuttavia, raramente i fratelli Duffer & Co. si erano concessi una citazione così sfacciata come quella contenuta nel duetto tra Dustin e Suzy nel finale della terza stagione. Mentre una nuova minaccia sta per colpire Hawkins e l’umanità è a rischio, Dustin deve recuperare un codice importante per sbrogliare la situazione e l’unico modo per averlo è contattare la sua ragazza Suzy, che molti credevano essere immaginaria, con la sua rudimentale radio. Sono attimi estremamente concitati, ma Suzy non conosce la situazione e pone al ragazzo una condizione per il suo aiuto: cantare “Neverending Story”. Così, mentre il mondo è in pericolo e la serie si avvia verso il suo climax, i Duffer ci donano un attimo per riprendere fiato con un due minuti di pura, purissima nostalgia sulle note del brano di Limhal e Giorgio Moroder. Una graditissima sorpresa.

1. Succession – Boar on the floor!
Logan Roy, proprietario del più grande conglomerato mediatico al mondo, ha intenzione di acquistare la PGM, anche detta Pierce, la sua principale rivale nel campo dell’informazione. La famiglia e i dirigenti sono dubbiosi sull’acquisizione, ma nessuno ha il coraggio di dirglielo. Nel corso di un ritiro aziendale in una tenuta di caccia, Roy decide di affrontare la questione una volta per tutte, sfidando apertamente tutti i presenti. In questa sequenza magnificamente scritta e diretta emergono in maniera evidente le gerarchie di potere e i legami tra i vari personaggi. Evidente è anche la commistione unica di dramma, satira e commedia nerissima che fanno di Succession un prodotto ibrido, a suo modo unico e bellissimo. Nel tentativo di compiacere Roy, il capofamiglia, tutti finiscono per umiliarsi e lui, da abile manipolatore, ne approfitta per mortificarli e metterli l’uno contro l’altro, con quale scopo? Ricordare chi comanda. Se non avete ancora visto Succession, questa sequenza potrebbe convincervi a rimediare. Al grido di “Porco a terra!” si conclude la nostra classifica dedicata alle migliori sequenze dell’anno, che non poteva che vedere Logan Roy al suo apice.