Oscar 2019: Record di nomination per ‘Roma’ e Alfonso Cuaròn, traguardo storico per Spike Lee

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Di Daniele Ambrosini

Le candidature agli Oscar 2019 ci hanno riservato numerose sorprese, non solo relative ai singoli nomi candidati ma anche agli importantissimi traguardi raggiunti da film, autori ed interpreti. Scopriamo insieme tutti i record e le statistiche notevoli di questa edizione degli Academy Awards.

Il film dei record è indubbiamente Roma, che non solo è il film più nominato dell’anno, insieme a La Favorita, ma è anche il film in lingua straniera con il maggior numero di nomination nella storia del premio, a pari merito con La tigre e il dragone di Ang Lee (10 menzioni per entrambi). 
Roma è inoltre il primo film Netflix ad aver ottenuto la nomination al miglior film, nonché il film più candidato della piattaforma. Roma inoltre è, ad ora, l’unica pellicola ad essere mai rientrata nella categoria dedicata al miglior film dell’anno agli Oscar i cui dati d’incasso nelle sale non sono stati resi pubblici; Netflix, infatti, ha deciso di non divulgare i dati relativi alla distribuzione cinematografica, così come non rende pubblici quelli relativi allo streaming delle proprie produzioni. 
Grazie alle  4 nomination ottenute come miglior film, regia, sceneggiatura e fotografia, Alfonso Cuaròn è diventato l’uomo più candidato per un singolo film al fianco di Orson Wells (Quarto potere), Warren Beatty (Il paradiso può attendere e Reds), dei fratelli Coen (Non è un paese per vecchi) e del musicista Alan Menken (La Bella e la Bestia). Cuaròn ha, però, mancato la nomination al montaggio che gli avrebbe garantito il primo posto in solitaria. Bisogna inoltre segnalare che Roma ha ottenuto la candidatura al miglior film straniero, ma se la nomination possa essere considerata come una nomination per il regista messicano è oggetto di dibattito; infatti, secondo il regolamento degli Oscar, il premio al miglior film straniero viene assegnato direttamente al film e ritirato dal regista in rappresentanza di di tutti i talenti coinvolti nella sua realizzazione, per questioni burocratiche il paese d’origine è segnato come candidato al premio, e non il regista, il cui nome comunque, in caso di vittoria, sarà inciso sulla statuetta assieme a quello del film e del paese che rappresenta. Se l’Academy riconoscesse il regista come candidato formale dell’Oscar al miglior film e se avesse ottenuto la nomination al montaggio, Cuaròn avrebbe eguagliato il record di Walt Disney di persona più candidata in assoluto in un solo anno. Ma, nonostante ciò, il regista messicano è comunque riuscito a conquistare un altro primato: è il primo uomo ad essere candidato alla regia e alla fotografia per lo stesso film. 
Risultati notevoli anche per le donne di Roma, a partire della produttrice Gabriela Rodriguez che è diventata la prima donna ispanica ad ottenere la candidatura al miglior film agli Oscar. Le attrici Yalitza Aparicio e Marina de Tavira, inoltre, hanno entrambe ottenuto una nomination: è la terza volta nella storia del premio che due interpreti vengono candidati nello stesso anno per performance in lingua spagnola, precedentemente era successo solo nel 2001 con Javier Bardem (Prima che sia notte) e Benicio Del Toro (Traffic) e nel 2007 con Penelope Cruz (Volver) e Adriana Barraza (Babel). Solo in nove occasioni nella storia degli Oscar nelle categorie attoriali è stata candidata più di una performance in lingua straniera. La Aparicio inoltre è la prima attrice ad ottenere una nomination per un ruolo (parzialmente) in lingua mixteca, nonché la prima attrice di origine indigena mixteca ad essere candidata e la seconda messicana in assoluto ad ottenere una nomination alla miglior attrice, dopo Salma Hayek (candidata per Frida nel 2003). 
Spike Lee ha finalmente ottenuto la nomination alla miglior regia grazie a BlacKkKlansman dopo oltre trent’anni di carriera, ed è solo il sesto regista di colore nella storia ad essere candidato nella categoria. Prima di lui solo John Singleton nel 1992 per Boyz n the Hood, Lee Daniels per Precious nel 2010, Steve McQueen per 12 anni schiavo nel 2014, Barry Jenkins per Moonlight nel 2017 e Jordan Peele per Scappa – Get Out nel 2018. Nessuno di loro è mai riuscito a conquistare la statuetta, che possa essere Spike Lee il primo vincitore di colore del premio alla regia? Cuaròn è un saldo front runner in questa categoria, perciò sembra improbabile che Lee possa riuscire nella storica impresa, ma niente è sicuro al 100%, staremo a vedere.
Black Panther è il primo cinecomic ad essere candidato come miglior film, ma con le sue 7 nomination totali non è riuscito a diventare il più candidato al premio, titolo che resta saldamente nelle mani de Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan, il film che per fino ad ora era andato più vicino alla storica nomination nella categoria principale, con 8 menzioni totali. Black Panther però ha dalla sua un altro piccolo primato: grazie al film di Ryan Coogler, Hannah Beachler (nota per il suo lavoro in Moonlight e Lemonade) è diventata la prima donna di colore ad ottenere la candidatura alle migliori scenografie. 
Pure Lady Gaga fa la storia del premio con le sue due nomination per A Star Is Born. La Germanotta è la prima donna nella storia ad ottenere una candidatura alla miglior attrice e alla miglior canzone nello stesso anno, e solamente la seconda persona ad aver ottenuto una nomination attoriale (in qualunque categoria) e quella alla canzone per lo stesso film, dopo Mary J. Blige che lo scorso anno fu candidata per la sua interpretazione di supporto in Mudbound e per il brano “Mighty River”. Lady Gaga, inoltre, diventa la prima cantante ad essere candidata come interprete a tutti i principali premi della stagione: prima di lei nessuna musicista era riuscita ad ottenere le nomination a SAG, Golden Globe, Bafta, Critic’s Choice e Oscar nello stesso anno. 
Sempre tra gli interpreti candidati, Melissa McCarthy si unisce ad un ristretto gruppo di attori che sono stati candidati agli Oscar e ai Razzie nello stesso anno. Prima di lei Jack Nicholson, Alec Baldwin, Christopher Walken, Eddie RedmayneSandra Bullock, Uma Thurman e Rooney Mara, oltre a James Coco e Amy Irving che, curiosamente, furono candidati a Oscar e Razzie per lo stesso ruolo. La McCarthy è candidata agli Oscar per il suo ruolo in Copia originale e ai Razzie, che tradizionalmente assegnano i premi un giorno prima dell’Academy, per Pupazzi senza gloria. Riuscirà a vincerli entrambi come Sandra Bullock nel 2010?
Per quanto riguarda i film d’animazione, il 2019 è il quinto anno nella storia del premio in cui tutti i film candidati al Golden Globe sono poi stati candidati anche agli Oscar, il primo da quando il numero di candidati si è stabilizzato a cinque titoli ad entrambe le premiazioni. Inoltre, è la quinta volta dall’istituzione della categoria che tra i candidati sono presenti film realizzati in CGI (Gli incredibili 2, Ralph spacca Internet, Spider-Man: un nuovo universo), animazione tradizionale (Mirai) e stop motion (L’isola dei cani). Mirai è il quattordicesimo film in lingua straniera ad essere candidato al premio, oltre ad essere il primo dei sette film giapponese nominati nella storia della categoria a non essere prodotto dallo Studio Ghibli. 
Cafarnao di Nadine Labacki è il secondo film libanese ad essere candidato all’Oscar al miglior film straniero, dopo L’Insulto di Ziad Doueiri, nominato lo scorso anno. Il Libano diventa così il primo paese di lingua araba ad ottenere due nomination consecutive nella categoria. 
Nella categoria dedicata ai migliori registi sono presenti solamente due registi americani, un numero che solamente in altre tre occasioni, dal 2000 in avanti, è stato così insolitamente basso. Ben due registi, Alfonso Cuaròn e Pawel Pawlikowski, candidati per Roma e Cold War, sono stati candidati alla miglior regia per aver diretto film in lingua straniera, era dal lontano 1977 che ciò non accadeva, quando concorrevano per il premio lo svedese Ingmar Bergman per L’immagine allo specchio e l’italiana Lina Wertmuller per Pasqualino Settebellezze. Pawlikowski è il terzo regista polacco ad essere candidato al premio, dopo due mostri sacri come Roman PolanskiKrzysztof Kieślowski. Roma e Cold War condividono anche la candidatura alla miglior fotografia, facendo sì che questo sia il primo anno in cui due film in bianco e nero sono candidati all’Oscar al premio da quando, nel 1968, le due categorie dedicate alla fotografia dei film a colori e quella dei film in bianco e nero furono accorpate in una categoria unica. 
Per terminare, è curioso constatare che per il secondo anno di fila il film che ha vinto il Leone d’Oro è stato anche il film più candidato agli Oscar. Prima del 2018, l’ultimo Leone d’Oro ad ottenere una nomination al premio Oscar fu The Wrestler di Darren Aronofsky, nel lontano 2009. A dimostrare la crescente reputazione del festival italiano come vetrina per gli Oscar c’è anche il dato sulle nomination totali: dei film presentati a Venezia 2017 5 sono poi arrivati agli Oscar, guadagnando 22 nomination complessive, mentre tra i film presentati a Venezia 2018 sono ben 7 quelli che si sono fatti strada verso l’Academy, ed hanno ottenuto ben 38 candidature.