Predizioni Emmy 2019: Chi otterrà la candidatura nelle categorie dedicate alle serie drammatiche?

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Di Daniele Ambrosini

Nel nostro terzo ed ultimo appuntamento dedicato agli Emmy Awards 2019 analizzeremo tutte le categorie dedicate alle serie di genere drammatico. A contendersi la statuetta più ambita della sezione, e probabilmente la più attesa dell’intera cerimonia di premiazione, ci saranno alcune delle serie tv più acclamate dell’anno che dovranno riuscire nell’impresa titanica di spodestare la bistrattata ultima stagione de Il trono di spade, che, nonostante le aspre critiche ricevute, sembra essere ancora un concorrente imbattibile, soprattutto in assenza di un titolo forte, altrettanto popolare da sottrargli il premio. 

Quella del 2019 sarà anche un’edizione di grandi cambiamenti, poiché delle sette serie candidate lo scorso anno nella categoria principale, ben cinque sono ineleggibili questa stagione. E vista la tendenza degli Emmy a ricandidare le stesse serie tv nel corso degli anni, molte delle novità che riusciranno ad imporsi quest’anno e riempire il vuoto lasciato dalle serie ineleggibili, diventeranno nomi ricorrenti nel corso delle prossime edizioni del premio televisivo più importante del mondo.
Le candidature agli Emmy verranno annunciate il 16 luglio, mentre la cerimonia di premiazione dei Primetime Awards si terrà il 22 settembre a Los Angeles. Fox, che trasmetterà l’evento in diretta negli Stati Uniti, non ha ancora annunciato un presentatore ufficiale, poiché, secondo le ultime indiscrezioni, pare sia intenzionata a proporre una cerimonia di premiazione senza host, come accaduto quest’anno agli Oscar; per gli Emmy sarebbe la prima edizione priva di conduttore dal 2003.
Di seguito trovate tutte le nostre predizioni nelle sette categorie dedicate al meglio della serialità americana di genere drama. Nel compilare questa lista abbiamo tenuto conto del regolamento degli Emmy, che prevede sette serie nominate al premio principale ed un numero variabile di candidati nelle altre categorie, in base al numero di voti ricevuti, che solitamente si assesta sui sei candidati a categoria, numero da noi adottato come standard per questi previsioni.

Miglior serie drammatica
Il trono di spade è la serie da battere. La sua candidatura è più che sicura nonostante le aspre critiche ricevute nel corso della messa in onda della sua ultima stagione. A farle compagnia tra i candidati dovrebbero esserci Better Call Saul e This Is Us, già candidate nella categoria per le loro stagioni precedenti e forti del supporto di un pubblico sempre più vasto. Ozark e Killing Eve, invece, entrambe giunte alla loro seconda stagione tenteranno di rifarsi, poiché nonostante le molte candidature ottenute lo scorso anno non sono riuscite a rientrare tra i candidati alla miglior serie drammatica, per loro Netflix e BBC America hanno preparato un’imponente campagna pubblicitaria. Novità assolute degli Emmy 2019, invece, sono Pose e Succession, serie pronte a conquistare il loro posto tra i candidati e a tenerselo stretto almeno per un altro paio d’anni. Succession, in particolare, potrebbe diventare la serie di punta di HBO nelle stagioni a venire, quando ci sarà da sostituire Il trono di spade.
Virtualmente fuori dalla categoria sarebbe Homecoming, un po’ perché Amazon non ha mai ottenuto una nomination alla miglior serie drammatica, un po’ perché gli Emmy hanno dimostrato di non apprezzare fino in fondo il lavoro di Sam Esmail nelle passate stagioni; ma soprattutto perché la serie si trova nella categoria sbagliata, essendo a tutti gli effetti una miniserie antologica. Non è detto che Homecoming non riesca a fare bene agli Emmy 2019, ma se c’è una categoria particolarmente a rischio, al momento, è proprio quella principale. Seguono in termini di probabilità di ottenere una nomination The Bodyguard di Netflix, realtà sempre più rilevante agli Emmy, The Good Fight e Billions. Nessuna possibilità, invece, per l’ultima, odiata stagione di House of Cards.
Predizioni:
Il trono di spade 
Better Call Saul 
Succession 
Killing Eve 
Pose 
This Is Us 
Ozark 
Alternative:
Homecoming 
The Bodyguard 
The Good Fight 
Billions
Miglior attore in una serie drammatica
Categoria combattuta, piena di nomi interessanti e performance notevoli quella dedicata ai migliori attori protagonisti. Ad essere candidati dovrebbero essere il vincitore del Golden Globe Richard Madden per The Bodyguard, il vincitore del 2017 Sterling K. Brown ed il suo collega Milo Ventimiglia per This Is Us, il pluricandidato Bob Odenkirk per Better Call Saul, Jason Bateman per Ozark e l’acclamato Billy Porter per Pose. Inseguono la candidatura Kit Harington – forse l’interprete meno convincente di questa stagione de Il trono di spade, che potrebbe comunque beneficiare della popolarità della serie -, Liev Screiber per Ray Donovan, Brian Cox per Succession e Stephan James per Homecoming. Tutti loro potrebbero riuscire a strappare la candidatura e rubare il posto ad uno dei sei attori sopra elencati, e non sarebbe poi una grande sorpresa. Chi invece lo sarebbe? Kevin Costner e Sean Penn, ottimi interpreti con alle spalle serie poco amate e poco seguite. 
Predizioni:
Richard Madden – Bodyguard
Sterling K. Brown – This Is Us
Bob Odenkirk – Better Call Saul
Jason Bateman – Ozark
Milo Ventimiglia – This Is Us
Billy Porter – Pose
Alternative:
Kit Harington – Il trono di spade
Liev Schreiber – Ray Donovan
Brian Cox – Succession
Stephan James – Homecoming
Kevin Costner – Yellowstone
Sean Penn – The First
Miglior attrice in una serie drammatica
Sei attrici si impongono su tutte le altre in questa categoria. Il peso del loro nome e delle serie che hanno alle spalle rendono praticamente impossibile ad altre interpreti di fare capolino nella categoria. Stiamo parlando di Sandra Oh e Jodie Komer per Killing Eve, Julia Roberts per Homecoming, Emilia Clarke per Il trono di spade, Laura Linney per Ozark e Christine Baranski per The Good Fight. Quasi impossibile la storica candidatura per MJ Rodriguez, che diventerebbe la prima interprete transessuale ad essere candidata ad uno dei maggiori premi di Hollywood in qualità di protagonista. La categoria è così forte e la corsa così chiusa che pure Robin Wright e Mandy Moore sembrano non avere possibilità, ma non è ancora detta l’ultima parola.
Predizioni:
Sandra Oh – Killing Eve
Julia Roberts – Homecoming
Jodie Comer – Killing Eve
Emilia Clarke – Il trono di spade
Laura Linney – Ozark
Christine Baranski – The Good Fight
Alternative:
MJ Rodriguez – Pose
Robin Wright – House of Cards
Mandy Moore – This Is Us
Miglior attore non protagonista in una serie drammatica
Abbastanza sicuri di ottenere un’altra candidatura in questa categoria sono Peter Dinklage, Nicolaj Coster-Waldau e Jonathan Banks per i loro ruoli in Il trono di spade e Better Call Saul. La loro prima nomination dovrebbero invece ottenerla Bobby Cannavale per Homecoming, Kieran Culkin per Succession e Justin Hurtley per This Is Us. Potrebbe perciò restare fuori il tre volte candidato Michael Kelly di Hose of Cards. In ordine di probabilità di ottenere la candidatura seguono Matthew Mcfadyen per Succession, Giancarlo Esposito per Better Call Saul e Peter Mullan per Ozark
Predizioni:
Peter Dinklage – Il trono di spade
Jonathan Banks – Better Call Saul
Bobby Cannavale – Homecoming
Kieran Culkin – Succession
Nikolaj Coster-Waldau – Il trono di spade
Justin Hurtley – This Is Us
Alternative:
Michael Kelly – House of Cards
Mathhew Mcfadyen – Succession
Giancarlo Esposito – Better Call Saul
Peter Mullan – Ozark
Shea Whigham – Homecoming
Evan Peters – Pose
Jon Voight – Ray Donovan
Miglior attrice non protagonista in una serie drammatica
È probabilmente questa la categoria più combattuta tra quelle dedicate alle serie drammatiche, o meglio, è quella dove regna maggiore incertezza. Si aspettano ben tre candidature per Il trono di spade grazie alle performance di Maisie Williams, Sophie Turner e Lena Headey. Quest’ultima, curiosamente eleggibile per un soffio, poiché da regolamento gli interpreti per ottenere la nomination devono essere presenti in almeno il 5% dello screentime totale della stagione, la Heady con i suoi circa 24 minuti su 430 è presente sullo schermo per approssimativamente il 5,5% della stagione. La sua sarà una candidatura simbolica. 
A fare compagnia al quasi certo trio di attrici della serie fantasy HBO dovrebbero esserci tre attrici alla prima candidatura, tre apprezzate conferme della stagione televisiva: Julia Garner per Ozark, Susan Kelechi-Watson per This Is Us e Rhea Seehorn, che per Better Call Saul è alla ricerca della nomination da un paio di stagioni. Ma è impossibile non considerare come delle serie contendenti Fiona Shaw (Killing Eve), la già candidata Chrissy Metz (This Is Us), il premio Oscar Sissy Spacek (Homecoming) e Indya Moore, unica interprete transessuale del cast di Pose con delle concrete possibilità di ottenere la nomination. 
Predizioni:
Maisie Williams – Game of Thrones
Sophie Turner – Game of Thrones
Lena Headey – Game of Thrones
Julia Garner – Ozark
Susan Kelechi Watson – This Is Us
Rhea Seehorn – Better Call Saul
Alternative:
Fiona Shaw – Killing Eve
Chrissy Metz – This Is Us
Sissy Spacek – Homecoming
Indya Moore – Pose
Miglior regia per una serie drammatica
Che la distanza tra cinema e tv si stia assottigliando sempre di più è un dato di fatto ormai e l’altissima qualità dei lavori che competeranno per ottenere una nomination in questa categoria ne è la prova. Nonostante sia difficile da predire quali registi rientreranno nelle grazie dell’Academy televisiva, noi ci aspettiamo di vedere candidati il premio Oscar Adam McKay per il suo eccellente lavoro sul pilot di Succession, Miguel Sapochnick per il suo straordinario contributo a Il trono di spade e Sam Esmail per aver impresso il suo personalissimo tocco a Homecoming. Oltre a loro dovrebbe esserci un habitué degli Emmy, Ryan Murphy, regista del pilot della sua Pose. Gli ultimi due posti della categoria dovrebbero realisticamente essere occupati da Jason Bateman per Ozark e David Nutter, sempre per Il trono di spade. 
Possibili alternative sono Damon Thomas per Killing Eve e Taylor Sheridan per Yellowstone, i cui risultati positivi della seconda stagione potrebbero spingere i giurati a rivalutare la prima. Silas Howard e Janet Mock, registi transessuali di Pose, sono delle valide alternative, ma il rischio di concorrenza interna e la minore notorietà rispetto a Ryan Murphy non giocano a loro favore.
Predizioni:
Adam McKay – Succession
Miguel Sapochnick – Il trono di spade
Sam Esmail – Homecoming
Ryan Murphy – Pose
Jason Bateman – Ozark
David Nutter – Il trono di spade
Alternative:
Damon Thomas – Killing Eve
Silas Howard – Pose
Janet Mock – Pose
Taylor Sheridan – Yellowstone
Deniz Gamze Erguven – The First
Miglior sceneggiatura per una serie drammatica
Come negli appuntamenti precedenti, abbiamo tentato di ipotizzare quali episodi potrebbero rappresentare le serie con maggiori probabilità di ottenere una nomination per la sceneggiatura. Tra questi il pilot di Pose, quello di Homecoming e di Succession, tre delle nuove serie più apprezzate della stagione. Impossibile, poi, che non rientri Il trono di spade, probabilmente con l’episodio “The Long Night”, uno dei meno controversi e più apprezzati della stagione. Atteso anche il ritorno di Better Call Saul. L’ultimo posto della categoria è molto incerto, al momento Ozark sembra essere il contendente più forte, ma non sono da sottovalutare anche Killing Eve e Yellowstone, che qui sembra essere più competitiva che in qualunque altra categoria. Per le sceneggiatrici Janet Mock e Our Lady J di Pose, vale un discorso molto simile a quello fatto per i registi.
Predizioni:
Pose – Ryan Murphy, Brad Falchuk, Steven Canals (“Pilot”)
Il trono di spade – David Benioff, D.B. Weiss (“The Long Night”)
Homecoming – Eli Horowitz & Micah Bloomberg (“Mandatory”)
Succession – Jesse Armstrong (“Celebration”)
Better Call Saul – Gordon Smith (“Coushatta”)
Ozark – David Manson (“The Precious Blood of Jesus”)
Alternative:
Killing Eve – Emerald Fennell (“Do You Know How to Dispose a Body?”)
Pose – Janet Mock, Our Lady J (“Giving and Receiving”)
Il trono di spade – Bryan Cogman (“A Knight of Seven Kingdom”)
Yellowstone – Taylor Sheridan (“Daybreak”)