Andrew Garfield: Cinque ruoli per scoprire il talento dell’attore britannico

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Di Giuseppe Fadda

Nell’ultimo decennio, Andrew
Garfield ha fatto parlare molto di sé. Di madre inglese e padre statunitense, si
è formato nel contesto culturalmente stimolante del teatro inglese,
diplomandosi nel 2004 presso la Royal Central School of Speech and Drama di
Londra. Esordisce al cinema nel 2007 con Leoni
per agnelli
, al fianco di attori quali Tom Cruise, Meryl Streep e Robert
Redford. Da lì, il suo percorso è solo in salita: le sue prestazioni in film
come The Social Network di David
Fincher gli procurano lodi di critica e numerose candidature a premi
importanti, mentre la sua interpretazione in The Amazing Spider-Man di Marc Webb gli conferisce fama
internazionale.
Per La battaglia di
Hacksaw Ridge
di Mel Gibson, riceve nel 2017 la sua prima candidatura agli
Oscar. Ma la sua carriera non ha luogo solo sullo schermo: Garfield recita frequentemente anche a teatro, e nel 2018 riceve il
prestigioso Tony Award per la sua interpretazione nel celebre dramma Angels in America. In onore del suo
35esimo compleanno, ripercorriamo alcune delle interpretazioni che lo rendono
uno degli attori contemporanei più interessanti.

Non lasciarmi (2010)
Basato sull’omonimo romanzo
distopico di Kazuo Ishiguro, Non
lasciarmi
offre a Garfield uno
dei suoi primissimi ruoli da protagonista. In quest’opera, in cui è affiancato
da Carey Mulligan e Keira Knightley, l’attore interpreta Tommy, un ragazzo
destinato, insieme ad altri suoi coetanei, a donare i propri organi in età adulta
per permettere al resto della popolazione di vivere più a lungo. L’attore
regala un ritratto avvincente e commovente di un giovane che si batte invano
contro un destino spietato che la società gli ha imposto. È un’interpretazione
un po’ acerba, con certi momenti che non funzionano alla perfezione, ma è
comunque indicativa del suo naturale talento drammatico che caratterizzerà i suoi lavori successivi.
Andrew Garfield in “The Social Network”

The Social Network (2010)
Diretto dal grande David Fincher e meravigliosamente
sceneggiato da Aaron Sorkin, fu uno dei film più acclamati del 2010, vincendo
tre Premi Oscar nella cerimonia del 2011. Garfield
ricopre il ruolo di Eduardo Saverin, uno dei co-fondatori di Facebook che,
sentendosi tradito, denuncia Mark Zuckerberg quando quest’ultimo riduce
drasticamente la sua quota di profitti. È un ruolo psicologicamente complesso,
dotato di grande carica emotiva, che Garfield
interpreta impeccabilmente, riuscendo a lasciare il segno in un film già ricco
di ottime interpretazioni (sono particolarmente notevoli quelle di Jesse
Eisenberg e Armie Hammer). La sua interpretazione è stata definita da molti
critici come il cuore della storia, e difatti ricevette candidature a numerosi
premi tra cui il Golden Globe per il miglior attore non protagonista e il BAFTA
nella stessa categoria.
99 Homes (2014)
Film indipendente diretto da Ramin Bahrani, non ottenne
un grande successo di pubblico a causa della sua limitata distribuzione (in
Italia è uscito direttamente su Netflix e home video senza passare per le
sale). Tuttavia, la critica internazionale fu favorevolmente colpita dalle
interpretazioni dei suoi due protagonisti, Michael Shannon (candidato al Golden
Globe e al SAG) e lo stesso Garfield.
Quest’ultimo interpreta un giovane padre di famiglia che, pur di riprendersi la
casa da cui è stato sfrattato, comincia a lavorare proprio per l’agente
immobiliare responsabile dello sfratto. Si tratta di uno dei primi ruoli
veramente maturi per l’attore, che regala un ritratto straziante di un uomo
combattuto tra etica e necessità.
Andrew Garfield ne “La battaglia di Hacksaw Ridge”

La battaglia di Hacksaw Ridge (2016)
Malgrado molteplici candidature
agli Oscar, La battaglia di Hacksaw
Ridge
, come molti film di Mel Gibson, è penalizzato da caratterizzazioni
semplicistiche e dalla propensione per una violenza gratuita e quasi pulp.
Tuttavia, l’interpretazione di Andrew
Garfield
nel ruolo del soldato pacifista Desmond Doss è senza dubbio degna
di nota e meritevole della sua candidatura all’ambito premio. L’attore è molto
convincente nel trasmettere la spontaneità e semplicità del personaggio e l’integrità
dei suoi ideali. Nelle scene raffiguranti la battaglia, Garfield offre un ritratto emozionante di un uomo disposto a morire
piuttosto che rinunciare ai propri valori.
Silence (2016)
Non è un film perfetto, ma è comunque uno dei più
sottovalutati sia della carriera di Martin Scorsese che di quella di Andrew Garfield, che proprio qui offre probabilmente
la sua miglior interpretazione. L’attore interpreta un prete gesuita, Sebastiao
Rodrigues, che parte in Giappone alla ricerca del suo confessore, il quale sembra
aver fatto voto di apostasia e quindi rinunciato alla fede cristiana,
perseguitata dal governo militare. È un film che nonostante un finale
eccessivamente prolungato resta un’intelligente e profonda riflessione sulla
fede e sull’oppressione. L’interpretazione di Garfield è un ricco e introspettivo studio del personaggio, e l’attore
è semplicemente sensazionale sia nel ritrarre il progressivo deterioramento
fisico di Rodrigues che la sua crescente crisi spirituale una volta entrato in
contatto con la sanguinaria repressione dei fedeli in Giappone. La sua intensa
performance traina l’intero film e l’attore riesce a renderci partecipi di ogni
singolo passo del viaggio spirituale del suo personaggio.