L’Academy firma nuove regole per controllare la campagna Oscar di film e attori

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Di Redazione

L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences stringe le maglie della regolamentazione delle campagne Oscar e firma nuove regole di condotta e comportamento equo ed adeguato nei confronti dei film e delle performance candidate. Una lunghissima lista di regole che investono anche la categoria del film internazionale.

Dopo l’incendio mediatico che era stato provocato dalla campagna virale sui social per Andrea Riseborough in To Leslie (che finì addirittura per regalarle un’inaspettata nomination), il caso di Michelle Yeoh e il suo accout social che durante le votazioni finali pubblicava uno stralcio di articolo che “danneggiava” la rivale Cate Blanchett e i suoi Oscar già vinti, l’Academy stila nuove regole di condotta per i suoi membri.

Innanzitutto, per essere qualificati agli Oscar, i lungometraggi dovranno necessariamente debuttare per almeno sette giorni nelle sale statunitensi (non c’è però un numero limite di sale per la qualifica all’eventuale candidatura), mentre è assolutamente proibito per i membri dell’Academy esprimere pubblicamente le proprie preferenze su un film o su un attore tramite campagne social virali, email dirette e dichiarazioni anonime alla stampa durante il periodo finale di votazioni. In poche parole, addio ai divertenti articoli pre-cerimonia con i ballottaggi e le preferenze anonime di alcuni votanti nelle categorie principali.

Cambiamento sostanziale anche per la categoria del miglior film internazionale: dall’edizione 2024, per ottenere una candidatura alla statuetta, un film non in lingua inglese dovrà necessariamente essere selezionato da una commissione formata per almeno il suo 50% da cineasti o addetti ai lavori (ad esempio, registi o lavoratori delle maestranze).

Fonte: World of Reel


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