Oscar 2019: ‘A Star Is Born’, ‘Roma’ e ‘Green Book’ in testa ai favoriti alla statuetta

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Di Simone Fabriziani

Con il progressivo delinearsi della fine del giro di corsa dei vari festival autunnali e l’imminente stagione dei premi di fine novembre (al varco è atteso solo l’AFI Fest del prossimo mese con le première mondiali di Maria, Regina di Scozia e On The Basis Of Sex) tre titoli sembrano voler soddisfare gli ingredienti principali della ricetta per l’Oscar al miglior film.


Nonostante molti dei titoli già applauditi nel circuito festivaliero potrebbero da qui ai prossimi mesi divenire dei contender inaspettati (su tutti lungometraggi come BlackKklansman, Se la strada potesse parlare, La favorita, Black Panther e First Man – Il primo uomo), il primo, unanime consenso all’interno dell’industria hollywoodiana sembra essersi formato attorno ai seguenti tre film:

A Star Is Born (Bradley Cooper)
Campione del box-office statunitense, unanime plauso del pubblico e della critica, soundtrack da urlo e da classifica musicale da record, una coppia di attori in stato di grazie, e un remake americanissimo che sa parlare al cuore dell’american dream stesso, dell’ideale sempiterno del self made man e dell’evoluzione dello show business dello spettacolo. Un titolo, seppur un esordio alla regia per l’attore Cooper, che sembra avere tutti gli ingredienti giusti per poter scalare il sistema di voto preferenziale che l’Academy adotta per assegnare il suo premio maggiore.
Roma (Alfonso Cuaròn)
Leone d’Oro a Venezia nonostante la polemica della distribuzione Netflix, il film meglio recensito della carriera del regista messicano, un capolavoro di nostalgia e autobiografismo in bianco e nero. Roma potrebbe diventare mil primo film non in lingua inglese a ricevere l’ambita statuetta hollywoodiana. Ma la strada per fare la Storia sembra accidentata e non priva di ostacoli e agguerriti contendenti.
Green Book (Peter Farrelly)
Il perfetto crowdpleaser che, con in mano già il prestigioso premio del pubblico del Toronto International Film Festival (da sempre sinonimo di grosse candidature in arrivo), è pronto a conquistarsi il plauso dell’industria hollywoodiana. Commedia on the road dai toni anti-razzisti ed edificanti, quella di Peter Farrelly è sorretta da due interpreti come Viggo Mortensen e Mahershala Ali in stato di grazie. Potrebbe essere il titolo del compromesso tra le ambizioni musicali di Cooper e l’autorialità di Cuaròn, e parlare allo stesso tempo di una American di ieri ancora tanto attuale.

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