Oscar 2020: cambiano le regole, ma i film Netflix possono ancora essere candidati

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Di Daniele Ambrosini

Ieri a Los Angeles si è svolta l’annuale riunione del’Academy’s Board of Governors, il consiglio amministrativo dell’Academy, volta a rivedere il regolamento ufficiale degli Oscar per l’anno successivo. Grande assente è stato Steven Spielberg, membro del ramo del consiglio composto da registi, che recentemente aveva fatto notizia per aver richiesto alla direzione degli Oscar di non permettere ai film targati Netflix di non concorrere per il premio; o almeno così sembrava. 

Spielberg non solo non ha preso parte alla riunione, ma pare non abbia effettuato alcuna richiesta ufficiale all’Academy per cambiare i parametri di eleggibilità di un film agli Oscar, sancite dal secondo punto del regolamento del premio, modificato l’ultima volta nel 2012. Pare perciò che la questione sia stata sopravvalutata, ma è evidente ormai a tutti, Academy compresa, che il discorso sui nuovi media debba essere affrontato. Il presidente John Bailey in merito ha dichiarato: “Noi supportiamo l’esperienza in sala come parte integrante dell’arte cinematografica, e questo ha un peso enorme nelle nostre discussioni. Le nostre regole al momento richiedono un passaggio in sala ed alo stesso tempo permettono ad un’ampia selezione di film di essere presi in considerazione. Abbiamo in programma di continuare a studiare i profondi cambiamenti che stanno avvenendo nella nostra industria e di continuare a discuterne con i nostri membri“.

Il regolamento per la prossima edizione degli Oscar, perciò, resta invariato per quanto riguarda la regola relativa all’eleggibilità dei film. Come lo scorso anno, per poter essere preso in considerazione dall’Academy un film dovrà essere rimasto in programmazione per almeno sette giorni in almeno un cinema della contea di Los Angeles, con un minimo di tre proiezioni a pagamento giornaliere. L’uscita su altre piattaforme immediatamente successiva o in concomitanza con la distribuzione cinematografica, non è una discriminante per il premio. 
Netflix potrà perciò concorrere agli Oscar, almeno per un altro anno. Cavalli di battaglia per la prossima stagione dei premi saranno l’attesissimo The Irishman di Martin Scorsese, The Laundromat di Steven Soderberg, The King di David Michod e il nuovo film di Noah Baumbach, ancora senza un titolo ufficiale. 
Ma se le regole per Netflix non cambiano, è proprio grazie a Netflix che arriva uno dei più significativi cambiamenti dei prossimi Oscar. Quando Roma vinse l’Oscar al miglior film straniero lo scorso anno, Alfonso Cuaròn sul palco del Dolby Theatre lanciò una frecciatina all’Academy e alla definizione limitante di “film straniero”; quella provocazione non è passata inosservata, infatti, a partire dai prossimi Oscar la categoria cambierà nome e diventerà l’Oscar al miglior film internazionale (International Feature Film). A questo riguardo i due direttori dell’apposito comitato di categoria,  Larry Karaszewski e Diane Weyermann, hanno dichiarato: “Abbiamo notato che la definizione di film ‘straniero’ è datata all’interno della comunità cinematografica odierna. Crediamo che la definizione di film ‘internazionale’ rappresenti meglio questa categoria e promuova una visione positiva ed inclusiva del filmmaking, dell’arte cinematografica come esperienza universale“.
In riconoscimento del grande numero di film che ogni anno vengono candidati per questa categoria, l’Academy ha esteso il numero di film presenti nella shortlist di gennaio da 9 a 10, 7 scelti dal comitato selezionatore di categoria e tre aggiunti, in una seconda fase, dal comitato esecutivo.
Ciò che non cambierà è il processo attraverso il quale verranno scelti i candidati ed il vincitore, né tanto meno cambierà il destinatario del premio (che continuerà ad essere assegnato al film e non al regista). 
Per quanto riguarda i film d’animazione, poiché il numero di pellicole animate rilasciate negli Stati Uniti ogni anno è sempre in aumento, l’Academy non richiede più che almeno otto film animati siano stati distribuiti nel corso dell’anno per attivare la categoria, come invece avveniva da quando il premio è stato istituito. Per quanto riguarda i ballottaggi per determinare i candidati della categoria invece, tutti i membri delle sezioni dell’Academy dedicate all’animazione (lungometraggi e cortometraggi) saranno automaticamente chiamati ad esprimere il proprio voto nella categoria, mentre i votanti appartenenti ad altre sezioni (come attori, produttori, registi ecc…) dovranno registrarsi per esprimere le proprie preferenze, ossia dovranno decidere preventivamente se prendere parte ai ballottaggi della categoria o meno.  
Il numero di film candidati al premio dedicato al trucco e ai costumi sale finalmente da tre a cinque, come in tutte le altre categorie del premio (miglior film escluso). La shortlist, pubblicata in concomitanza con quella di numerose altre categorie, conterrà 10 titoli, tre in più di quelli presenti lo scorso anno. Come conseguenza del maggior numero di film da prendere in considerazione, il video di presentazione che ciascun film deve presentare per essere preso in considerazione per la candidatura non dovrà superare i sette minuti di durata. 
Per quanto riguarda i cortometraggi, da quest’anno per poter sottoscrivere la propria domanda di candidatura agli Oscar, i film saranno eleggibili se proiettati nei cinema di Los Angeles o di New York, oppure se vincitori di un premio ad uno dei festival cinematografici riconosciuti dall’Academy nel corso dell’anno precedente. I film studenteschi saranno ammessi alla selezione solo se vincitori dell’Academy Student Award. 
Questi cambiamenti al regolamento sono stati presentati dai comitati delle sezioni specializzate dell’Academy, responsabili ognuna del regolamento della propria categoria, ed approvati dal consiglio di amministrazione dopo essere passati per le mani di altri due comitati, quelli dedicati a premi ed eventi. 
La novantaduesima edizione degli Oscar si svolgerà il 9 febbraio 2020. 
Fonti: IndieWire, Oscars.org

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