Venezia 75: Ciò che la critica e il pubblico pensano di ‘Suspiria’ di Luca Guadagnino

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Di Simone Fabriziani

Accolto da fischi ed applausi alla premiére in occasione della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia 75, il film più polarizzante del momento è senza dubbio il Suspiria diretto da Luca Guadagnino, rifacimento dal capolavoro cult degli anni ’70 di Dario Argento, qui anche in veste di produttore esecutivo.


Un horror atipico e cervellotico che ha diviso nettamente i pareri della critica italiana ed oltreoceano e il giudizio del pubblico, generando reazioni contrastanti a cavallo tra elogi sperticati e bocciature in toto. Ecco cosa la critica e il pubblico pensano dell’horror con Dakota Johnson e Tilda Swinton che ha infuocato la Laguna.
Owen Gleiberman di Variety afferma che “Suspiria ha tutti i pregi ma anche i limiti di un horror troppo cerebrale“, mentre David Ehrlich di IndieWire dice che “il film fa venire i brividi sulla schiena quando tratta il terrore come memoria, come macchia indelebile della colpa, una colpa che assolve con troppa facilità la memori storica di una setta di streghe e, allo stesso tempo, di una nazione intera.” The Hollywood Reporter sottolinea che “Suspiria è un ambizioso omaggio, am il suo taglio intellettualizzante non ne beneficia“, mentre The Wrap addirittura asserisce che “cosa porta la nuova versione di Guadagnino? Noia, confusione e un po’ di delusione ed irritazione.”

Divisi anche i commenti del pubblico su Twitter:

#Suspiria di Guadagnino presenta una visione personale, interessante ma non di facile ed immediata codifica. Splendida fotografia e resa scenica con un punto di vista personale.
Meravigliose Tilda Swinton e Dakota Johnson#Venezia75

— 🎀 zio Lino (@Linus2k) 1 settembre 2018

#Suspiria was insane in the best way possible. Primal AF. #TildaSwinton was glorious as always, #DakotaJohnson shines throughout and that last act is one serious headf**k. The editing and soundtrack were astonishing too. You’ve never seen dance like this 💃🏻 #Venezia75 pic.twitter.com/xl2b8pUOdW

— David Opie (@DavidOpie) 1 settembre 2018

I really don’t even know where to begin with Suspiria. The Kubrick comparisons I heard beforehand are accurate. There’s so much to unpack, and analyze, and discuss. Take your time. We have the rest of this year, and the next few years, to talk about it at length. pic.twitter.com/CmjVlaRG0X

— Alex Billington (@firstshowing) 1 settembre 2018

#Venezia75 #Suspiria Brilliant! Not even remotely a remake, this is a radical reframing. Guadagnino grounds the abstractionism of the original in a post-war modern crucible. Last act orgasmic and Dakota has never been so glorious.

— Lorenzo Ciorcalo (@rotovisor) 1 settembre 2018

I understand the early hesitation, but SUSPIRIA (★★★★★) is a wow: spectacularly strange, creatively rethought, thrumming with wild blood and weird powers. True horror fans will see it as a gift. My #Venice2018 review: https://t.co/hEZ6IG7vIz pic.twitter.com/R2iTX8z3Xg

— Joshua Rothkopf (@joshrothkopf) 1 settembre 2018

#Suspiria di #LucaGuadagnino è un travolgente, commovente amplesso di morte, visivamente estasiante e incandescente, intellettualmente strabiliante: danza, arte, politica e terrorismo come (p)ossessioni demoniache materne e senza ritorno. Tramortito, estasiato. Capolavoro totale!

— Davide Stanzione (@DavideStanzi) 1 settembre 2018

Suspiria allarga la storia di Argento, ne rifiuta lo stile e lo sostituisce con il dialogo tramite l’arte di Guadagnino. Concentra tutto l’horror in due lunghe e ottime scene per parlare d’altro non sempre con efficacia #venezia75

— Gabriele Niola (@gniola) 2 settembre 2018


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