Venezia 76: due nuovi film completano la selezione

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Di Daniele Ambrosini
Due nuovi titoli si sono aggiunti al già folto programma dell’edizione numero 76 della prestigiosa Mostra dell’Arte Cinematografica di Venezia. Entrambi i film faranno parte della sezione Sconfini.

La prima new entry è Beyond the Beach: The Hell and the Hope, documentario incentrato sul lavoro di Emergency che segna l’esordio alla regia produttore inglese Graeme A. Scott e del direttore della fotografia americano Buddy Squires. Mentre il secondo titolo, quello destinato a far discutere maggiormente, è American Skin di Nate Parker
Il film precedente di Parker, Birth of a Nation – Il risveglio di un popolo, nel 2016 aveva ottenuto un successo senza precedenti al Sundance Film Festival, vincendo sia il premio del pubblico che quello della giuria e spingendo la Fox Searchlight a spendere la cifra record di 17,5 milioni di dollari per acquistarlo. Subito dopo quell’esperienza il film si presentava il front runner per l’Oscar di quell’anno, poi però sono emersi scheletri nel passato di Parker che hanno reso impossibile portare avanti la campagna per il prestigioso premio. Il regista, infatti, nel 2000 era stato accusato di stupro da una compagna di università ed aveva subito un processo, al termine del quale era stato dichiarato non colpevole, nonostante delle prove a suo carico, mentre il suo co-sceneggiatore e stretto collaboratore di Parker in Birth of a Nation Jean McGianni Celestin fu dichiarato colpevole. La donna si sarebbe poi suicidata nel 2012. 
A fare compagnia a Nate Parker nel corso della prima proiezione del suo nuovo lavoro, American Skin, ci sarà il due volte premio Oscar Spike Lee, che al termine della proiezione prenderà parte ad una conversazione riguardo ai temi trattati nel film da Parker. Dalla sinossi rilasciata dal festival stesso apprendiamo che, come Birth of a Nation, American Skin sarà un revenge movie a sfondo razziale e che affronterà la complicata tematica del rapporto tra la polizia e la popolazione di colore.
Di seguito le sinossi e le dichiarazioni rilasciate sul sito ufficiale della Biennale di Venezia sui due nuovi titoli della sezione Sconfini:
American Skin di Nate Parker (Sconfini) è il secondo atteso lungometraggio del regista, attore, sceneggiatore e produttore statunitense Nate Parker, che nel 2016 ha debuttato con grande successo nella regia con The Birth of a Nation – Il risveglio di un popolo, presentato al Sundance Film Festival, dove ha vinto il Premio del pubblico e il Gran premio della giuria. In American Skin, Lincoln Jefferson (interpretato dallo stesso Nate Parker) è un veterano della Marina – ora bidello in una prestigiosa scuola media in California – che cerca di recuperare il rapporto con il figlio dopo il divorzio. Un giorno, in seguito a un banale controllo della polizia, il ragazzo viene ucciso ma l’agente colpevole di avergli sparato viene dichiarato innocente senza essere processato. Deluso dal fatto di non aver avuto un procedimento equo, Lincoln prenderà in ostaggio l’intera stazione di polizia, mettendo su lui stesso un vero e proprio processo dove la giuria sono i detenuti e la gente comune, sostituendosi di fatto allo Stato per dare finalmente giustizia al figlio.

Beyond the Beach: The Hell and the Hope di Graeme A. Scott (Sconfini) è il debutto nella regia del produttore inglese Graeme A. Scott, che qui ha lavorato accanto al direttore della fotografia nominato all’Oscar e plurinominato all’Emmy Buddy Squires. Il documentario Beyond the Beach: The Hell and the Hope ha seguito medici, infermieri e volontari che hanno abbandonato le loro vite quotidiane per lavorare in tutto il mondo in luoghi devastati dalla guerra, nell’organizzazione non-profit italiana Emergency. Nel documentario vediamo le loro risate, lacrime e frustrazioni, mentre lavorano in un’atmosfera spesso insostenibile. Le persone di Emergency spiegano che non ce la facevano a rimanere a casa a far nulla per questa situazione, quando sapevano che potevano partire e “fare qualcosa”. Creata nel 1994 da Gino Strada per soccorrere le vittime di guerra, Emergency ha aiutato a salvare oltre nove milioni di vite in tutto il mondo, dalle prime linee alle lontane sponde dove civili innocenti e sfollati cercano rifugio, dal fronte di guerra di Kabul all’impegno sulle barche MOAS sulla costa Libica.
Fonte: La Biennale di Venezia

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