Il caso ‘Parasite’: per vincere l’Oscar al miglior film, serve il sostegno di attori e sceneggiatori

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Di Simone Fabriziani

Nel momento in cui stiamo scrivendo questo articolo, abbiamo in mano dei risultati notevoli e che, stando alla storia recente e passata della awards season, parla chiaro: con le vittorie dei Golden Globe, Producers Guild e Directors Guild, il favorito all’Oscar 2020 è e rimane 1917, diretto da Sam Mendes. Ma alcune statistiche sembrano andare contro questa tendenza, almeno sulla carta.

Carico di ben 10 candidature all’Oscar tra cui quella piuttosto insperata alla sceneggiatura originale (segno di fortissimo supporto all’interno dell’Academy), 1917 sembra il favorito numerico nel saper conquistare le statuette al film e alla regia. Quello che invece non ha 1917, a posteriori, è il supporto del sindacato degli attori (nessuna nomination agli Screen Actors Guild), elemento chiave che negli anni precedenti ha decretato la vittoria agli Academy Awards di titoli che avevano almeno candidature ai SAG, sia per il cast che per i singoli interpreti.
Spieghiamoci meglio.
Sin dall’istituzione dei SAG Awards nel lontano 1994, ogni singolo lungometraggio vincitore dell’Oscar al miglior film aveva in precedenza nomination chiave ai SAG e ai WGA. Tranne uno. L’elefante nella stanza è Braveheart – Cuore impavido (1995), l’unico dall’istituzione dei SAG ad aver ottenuto l’Academy Award senza alcuna nomination da parte del sindacato attori. Un po la stessa situazione in cui si trova statisticamente in questo momento 1917. La situazione sembrerebbe conclusa, eppure Parasite e le sue chance non dovrebbero essere sottovalutate. Se il film di Bong Joon-ho (già vincitore inaspettato del SAG Ensemble Cast) dovesse ottenere i prossimi giorni anche il premio alla sceneggiatura originale ai Writers Guild Awards, otterrebbe una combo di premi statisticamente interessante.
Dall’istituzione dei SAG, NESSUN film ha perso l’Oscar nella categoria maggiore dopo aver ottenuto nel suo palmarès almeno la coppia di riconoscimenti formata da SAG Ensemble + WGA, ovvero il sostegno di attori e sceneggiatori. Una combo così potente che nemmeno i potentissimi PGA e DGA hanno saputo spezzare:
1998: Shakespeare in Love (SAG +WGA)
1999: American Beauty (SAG + WGA)
2005: Crash – Contatto fisico (SAG + WGA)
2007: Non è un paese per vecchi (SAG + WGA)
2008: The Millionaire (SAG + WGA)
2012: Argo (SAG + WGA)
2015: Il caso Spotlight (SAG + WGA)

In poche parole, nonostante il palmarès di un dato titolo includa o meno DGA o PGA, la corrispondenza perfetta di vittorie presso il sindacato degli sceneggiatori e il trofeo al miglior cast ai SAG prevale su ogni statistica numerica. Un percorso che potrebbe coinvolgere a sorpresa Parasite SE sabato 1 febbraio otterrà la statuetta per la sceneggiatura ai Writers Guild Awards. Almeno, secondo le statistiche.

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