Oscar 2021, quante probabilità ci sono che si possa ripetere un ex-aequo?

Seguici anche su:
Pin Share

Di Simone Fabriziani

Una domanda che tutti si pongono con l’arrivo della cerimonia di premiazione degli Academy Award è questa: è possibile che il risultato finale di una categoria possa finire con un ex-aequo? Quante volte è successo nella storia passata degli Oscar che due titoli o due performance hanno ottenuto lo stesso numero di voti?

In 93 anni di edizioni degli Academy Awards, accaduto percentualmente molte poche volte: soltanto sei occasioni hanno prodotto un ex-aequo matematico, anzi praticamente cinque.

Il primo ex-aequo nella storia dell’Academy è avvenuto nel 1932, quando Frederic March e Wallace Beery hanno entrambi accettato il premio come miglior attore protagonista; il primo per Il dottor Jekyll e Mr Hyde, il secondo per Il campione. Ma questo accadimento è stata una vera e propria eccezione alla regola: in quegli anni le regole dell’Academy prevedevano un ex-aequo se due titoli o interpreti avessero ottenuto una differenza di voti da 1 a 3; in quel caso, Wallace Beery aveva ottenuto un solo voto più di March. Ora questa regola non è più valida. ecco perché gli ex-aequo sono matematicamente così rari da raggiungere.

Le altre cinque occasioni in cui questi si sono prodotti sono state:

  • 1949: A Chance To Live e So Much For So Little ricevono lo stesso numero di voti per il miglior cortometraggio documentario
  • 1968: Barbra Streisand e Katharine Hepburn vincono l’Oscar come attrice protagonista, rispettivamente per Funny Girl e Il leone d’inverno
  • 1986: Down and Out in America e Artie Shaw vincono nella categoria del miglior documentario
  • 1995: Trevor e Franz Kafka’s It’s a Wonderful Life ricevono un ex-aequo per il miglior cortometraggio
  • 2012: Skyfall e Zero Dark Thirty vincono entrambi per il miglior montaggio sonoro

E quest’anno c’è la possibilità? Ovviamente gli ex-aequo sono matematicamente possibili quando una gara o un conteggio di preferenze non è uniforme ed omogeneo verso un solo candidato, ma su due o più nomi. Le statistiche di certo non ammettono ex-aequo perché piuttosto rari, ma sono comunque possibili. In un’annata in cui ad esempio la categoria della miglior attrice protagonista è spaccata in quattro preferenze differenti (Day, Davis, McDormand, Mulligan) e quella per il miglior attore sembra più concitata di quanto appaia (Boseman e Hopkins), non si può mai dire mai.

Fonte: Entertainment Weekly


Pubblicato

in

da