Oscar, ‘La favorita’ come ‘American Hustle’ e ‘Gangs of New York’?

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Di Simone Fabriziani

Il film in costume diretto dal regista greco Yorgos Lanthimos ha chiuso la corsa verso gli Oscar di fine mese con ben sette statuette ottenute durante la cerimonia di premiazione dei Bafta Awards, il maggior riconoscimento cinematografico assegnato ogni anno dalla British Academy of Film and Television.

Nonostante sia stato battuto dal Leone d’Oro messicano di Alfonso Cuaròn, La favorita si porta a casa premi prestigiosi (film britannico, attrice protagonista, attrice non protagonista, sceneggiatura originale, tra gli altri), proiettandosi verso gli Academy Awards di domenica 24 febbraio con però nessuna categoria delle sue ben 10 nomination in cui è favorito numerico. Dopo i Bafta e i premi delle guild tecniche alla scenografia e montaggio (già assegnati nelle scorse settimane), il lungometraggio di Lanthimos con Olivia Colman, Rachel Weisz e Emma Stone rischia di arrivare agli Oscar di fine mese con (forse) nemmeno una statuetta vinta su ben dieci menzioni. Proprio come in passato è accaduto a titoli come Gangs of New York (2002) di Martin Scorsese e American Hustle – L’apparenza inganna (2013) di David O.Russell, entrambi a secco con dieci candidature.
Ecco perché La favorita potrebbe seguire questa scia, categoria per categoria:
Miglior film: Il film di Lanthimos non è tra i front runner della categoria, avendo perso il premio maggiore nelle cerimonie di Golden Globe, Critics’Choice, Bafta. Non ha ottenuto inoltre le nomination chiave al SAG Ensemble Cast e al DGA.
Miglior regia: Alfonso Cuaròn regna sovrano nella categoria.
Miglior attrice protagonista: Olivia Colman è forte del duo Golden Globe/Bafta, eppure il SAG assegnato a Glenn Close statisticamente favorisce l’attrice statunitense alla sua settima nomination.
Miglior attrice non protagonista: Rachel Weisz ha appena vinto il Bafta, eppure la vincitrice del Golden Globe e Critics’Choice Regina King non era candidata qui; senza aggiungere il fatto che la Weisz è già premio Oscar nel lontano 2006 per The Constant Gardener. Fuori dai giochi la seconda candidata della categoria, Emma Stone.
Miglior sceneggiatura originale: Con solo il Bafta vinto, la sceneggiatura di Deborah Davis e Tony McNamara arriverà agli Oscar con incertezze; ai Writers Guild Awards non è candidata, e ciò dovrebbe favorire la scrittura di Green Book o Roma, in alternativa. Testa a testa.
Miglior fotografia: Lotta tra Roma (Critics’Choice e Bafta) e il polacco Cold War (ASC Award)
Miglior scenografia: Lotta tra il film (ADG Period + Bafta) e Black Panther (Critics’Choice + ADG Fantasy)
Miglior costumi: Lotta tra il film (Bafta) e Black Panther (Critics’Choice); ma il sindacato dei costumisti annuncerà i propri vincitori soltanto il 19 febbraio.
Miglior montaggio: Lotta a tre senza favorito tra il film di Lanthimos (ACE Comedy), Bohemian Rhapsody (ACE Drama) e Vice – L’uomo nell’ombra (Bafta)
Lo stesso discorso però potrebbe essere analizzato al rovescio, proponendo invece La favorita come il titolo che, almeno in alcune delle sue dieci categorie in cui è candidato agli Academy Awards, possa spuntare sulla agguerritissima concorrenza. Quanti Oscar vincerà il film in costume di Yorgos Lanthimos?

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