Oscar, quando l’indecisione dell’industria di Hollywood non produce un favorito

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Di Simone Fabriziani

Quando l’industria hollywoodiana nella forme delle guilds (i sindacati nelle varie categorie professionali) dissente nella scelta dei loro titoli o performance preferite dell’anno appena trascorso, c’è sempre da aspettarsi una sorpresa in orizzonte Oscar. In assenza di un favorito statistico, sarà così anche quest’anno ai 91° Academy Awards?

Al momento, i tre maggiori precursor dell’industria hollywoodiana (Producers’ Guild, Directors’ Guild, Screen Actors Guild)  hanno differenziato le loro scelte per il titolo più premiato del’anno, invocando ai futuri Bafta e Writers Guild Awards maggiore chiarezza.
Vediamo in breve cosa è accaduto in passato quando PGA, DGA e SAG hanno differito tra di loro, e quale è stato il risultato finale degli Oscar in cerca di una statistica che possa aiutarci (N.B. Il premio al SAG Ensemble Cast è stato istituito soltanto nel 1995, dunque gli esempi seguenti non contempleranno l’era pre-SAG):
2000
Producers’ Guild (Il gladiatore)
Screen Actors Guild (Traffic)
Directors’ Guild (La tigre e il dragone) 
Oscar: Il gladiatore
2001
Producers’ Guild (Moulin Rouge!)
Screen Actors Guild (Gosford Park)
Directors’ Guild (A Beautiful Mind)
Oscar: A Beautiful Mind
2004
Producers’ Guild (The Aviator)
Screen Actors Guild (Sideways – In viaggio con Jack)
Directors ‘Guild (Million Dollar Baby)
Oscar: Million Dollar Baby
2013
Producers’ Guild (12 anni schiavo ex-aequo con Gravity)
Screen Actors Guild (American Hustle)
Directors’ Guild (Gravity)
Oscar: 12 anni schiavo
2015
Producers’ Guild (La grande scommessa)
Screen Actors Guild (Il caso Spotlight)
Directors Guild (Revenant – Redivivo)
Oscar: Il caso Spotlight
I cinque casi sottolineano la dominanza della statistica del DGA in due occasioni (A Beautiful Mind, Million Dollar Baby), la buona tenuta del PGA (Il gladiatore, 12 anni schiavo, ma quest’ultimo soltanto in ex-aequo), ed un solo caso in cui la vittoria al SAG ha prevalso sull’indecisione generale (Il caso Spotlight). 
La situazione attuale pre-Bafta e WGA:
PGA: Green Book
SAG: Black Panther
DGA: Roma

Attendendoci alle statistiche precedentemente analizzate, a beneficiarne in orizzonte Oscar potrebbe essere il film di Alfonso Cuaròn, anche se a tallonarlo c’è sempre la commedia on the road di Peter Farrelly (ma gli manca la candidatura alla regia, quando i precedenti vincitori del combo PGA-Oscar la avevano); forse fuori dai giochi è Black Pather, cinecomic che, nonostante il record storico con l’Academy per la prima candidatura al miglior film per un film di genere, è assente nelle cinquine di regia, sceneggiatura, attori e montaggio. La partita è ancora aperta in attesa dei responsi della British Academy e del sindacato sceneggiatori.



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