Oscar 2022 | La sfida per il miglior film straniero potrebbe essere tra Norvegia, Italia e Francia

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Di Simone Fabriziani

Tra le categorie più ricche della prossima edizione degli Academy Awards, quella dedicata al miglior film internazionale (ex- miglior film straniero) sembra già profilarsi come una lotta senza esclusione di colpi tra nazioni prevalentemente europee, senza però dimenticare il grande cinema (medio) orientale.

Nonostante i titoli che andranno a rappresentare i vari paesi non in lingua inglese vengano decisi dalle commissioni apposite il cui verdetto è insindacabile. possiamo però già tentare di stabilire quali saranno i lungometraggi non prodotti dal mercato angloamericano che hanno una concreta chance di oltrepassare con dieci e lode il giudizio della rispettiva commissione e il cuore dei membri dell’Academy preposti a snellire la longlist (da 15 titoli a 9 entro il mese di dicembre, poi la cinquina finale dei film candidati ufficialmente all’Oscar) dei lungometraggi stranieri proposti all’attenzione dell’AMPAS.

A partire in pole position, almeno stando alla ricezione del pubblico e della critica, è il film norvegese The Worst Person in the World di Joachim Trier, già vincitore al Festival di Cannes del premio alla miglior attrice (Renate Reinsve), presentato poi in anteprima nordamericana al Toronto International Film Festival e al New York Film Festival con enorme successo di pubblico. Sarà lui il formidabile favorito alla statuetta il prossimo anno?

Sempre da Cannes è lecito aspettarsi grandi soddisfazioni anche per A Hero (premio della Giuria ex-aequo con Memoria), il nuovo film scritto e diretto da Asghar Farhadi (già premio Oscar per Una separazione e Il cliente) e Drive My Car di Ryusuke Hamaguchi (premio alla sceneggiatura), rispettivamente a rappresentare l’Iran e il Giappone, salvo differenti decisioni delle rispettive commissioni nazionali.

Non mancherà di farsi sentire la presenza dell’Italia con l’acclamatissimo È stata la mano di Dio, film scritto e diretto da Paolo Sorrentino vincitore alla 78° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia del Gran Premio della Giuria, salvo scelte differenti in seno alla commissione annuale indetta dall’ANICA. Dopo la Norvegia e l’Italia, la presenza del cinema europeo nell’ipotetica cinquina degli Oscar potrebbe però includere anche la Francia, la Germania e la Spagna; di questi tre paesi, soltanto la Germania ha scelto il suo lungometraggio rappresentante.

Il paese teutonico ha difatti già scelto la rom-com di stampo fantascientifico I’m Your Man di Maria Schrader (regista della miniserie Netflix Unorthodox), mentre la Spagna spera in pedro Almodovar e il suo Madres Paralelas. Caso curioso quello della Francia, che si dovrà barcamenare tra due titoli tra i più premiati dell’anno: la Palma d’Oro al Festival di Cannes Titane di Julia Ducournau e il Leone d’Oro a Venezia L’événement di Audrey Diwan: quale dei due avrà più chance di passare il giudizio della commissione francese?