Alpha

Alpha, la recensione

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A volte la ricerca forzata di virtuosismo e immagini forti non riesce a rispecchiare gli intenti, spesso anche onorevoli, di un film, i suoi temi e tematiche, finendo con il diventare qualcosa di fine a se stesso sortendo l’effetto opposto: quello di disorientare troppo lo spettatore dal significato e fargli perdere il punto.


Questo è ciò che accade durante la visione di Alpha, terzo lungometraggio della cineasta francese e vincitrice della Palma d’oro Julia Ducournau. Mentre con il precidente Titane l’eccesso visivo era giustificato dalla continua provocazione dello spettatore, fregandosene di rientrare nel gusto di ognuno ma prediligendo lo scopo di aprire un discorso divisivo e acceso intorno al suo film, stavolta diviene difficile da motivare profondamente se non come vezzo autoriale: soprattutto gli elementi tipici del body horror, o quantomeno di un certo cinema di fantascienza, qui appaiono solo come espressione dell’intento della cineasta di voler dare un’estetica accattivante al film, senza che la narrazione e le ragioni dietro al progetto ne avessero bisogno.

Un momento del film Alpha – fonte: Neon


Il racconto è facilmente interpretabile come un’altra trasposizione cinematografica dell’AIDS senza che questo venga mai nominato. Così quella che appare inizialmente come una distopia diventa presto chiaro che è invece una realtà storica estremamente vicina all’oggi, camuffata attraverso un punto di vista distorto, quello probabilmente delle due figure femminili, l’omonima Alpha del titolo e sua madre, intorno alle quali è costruita la storia. La cruda realtà di quella che è stata una delle piaghe che ha segnato soprattutto gli anni ‘80 e ‘90 del secolo scorso è in verità molto più agghiacciante e toccante senza filtri, quando trasposta adottando soluzioni brutali.


Anche il gioco che Ducournau fa con i piani temporali risulta non così efficace come sperato: è un espediente per rendere un film molto poco interessante stando alla scrittura dei suoi personaggi e delle situazioni (alcune delle quali portate all’estremo inutilmente, come l’estetica d’altronde) più accattivante di quello che nei fatti è, che portato all’estremo diventa quel gioco tra realtà e finzione (già visto e rivisto) davvero ingiustificato se non per provare a stupire, ancora una volta, ma senza permettere di smuovere il nessun modo le coscienze.

Un momento dal trailer del film – fonte: Neon


Ducournau insomma è caduta vittima di se stessa nell’illusione di replicare il successo passato ma finendo con il palesare tutta la fuffa che sta dietro la sua esasperata e esasperante poetica.

Alpha arriva nelle sale italiane a partire da giovedì 18 settembre con la distribuzione di I Wonder Pictures

VOTO: 2/5


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