Amarga Navidad

Amarga Navidad, la recensione

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Presentato in concorso per la Palma d’oro al 79° Festival di Cannes, Amarga Navidad è il nuovo film scritto e diretto da Pedro Almodovar, uno dei più influenti cineasti europei degli ultimi decenni.

Nel film, Elsa (Bàrbara Lennie) è una direttrice pubblicitaria di successo che, durante un lungo fine settimana di dicembre, perde la madre. Trova rifugio nella carriera, sebbene questa scelta rappresenti solo una momentanea via di fuga. Lavora senza sosta e, senza rendersene conto, non si concede il tempo necessario per elaborare il lutto per l’assenza della madre. Finché un attacco di panico non la costringe a fermarsi e a imporsi una pausa. Il suo compagno, Bonifacio (Patrick Criado), è la sua ancora di salvezza in questi momenti di crisi. Elsa decide di recarsi sull’isola di Lanzarote accompagnata dall’amica Patricia (Milena Smit), anche lei costretta ad allontanarsi da Madrid, mentre Bonifacio rimane in città. Nel frattempo, altrove, lo sceneggiatore e regista Raúl Durán (Leonardo Sbaraglia) sta scrivendo il suo prossimo film.

Una scena tratta da Amarga Navidad – fonte: El Deseo

Concludendo una ideale quadrilogia cinematografica iniziata nel 2004 con La mala educaciòn, e proseguita poi con Gli abbracci spezzati e Dolor y Gloria, il regista premio Oscar Pedro Almodòvar firma ancora una volta un’opera per grande schermo che gioca sapientemente con intelligenza e precisione chirurgica sul labile confine tra realtà e finzione. Un limite sottilissimo a cui sono abituati a muoversi in precario equilibrio le grandi menti creative del nostro tempo, scrittori di romanzi o di sceneggiature cinematografiche che tanto hanno popolato gli universi narrativi del cinema del grande autore spagnolo. E Amarga Navidad non fa eccezione.

Leonardo Sbaraglia in Amarga Navidad – fonte: El Deseo

Il film in concorso al 79° Festival di Cannes è ancora una volta sofisticato gioco metatestuale che riflette sul mestiere della scrittura, e su quanto la creazione di opere di finzione sia inestricabilmente legata alle esperienze dell’autore nel mondo reale. Luoghi, situazioni, personaggi messi nero su bianco in un romanzo di fiction o in una sceneggiatura cinematografica o televisiva mai sono astrusi dalla realtà quotidiana e concreta della mente creatrice, e Amarga Navidad si interroga precisamente sui questi specifici legami duplici e paralleli.

Le due protagoniste in Amarga Navidad – fonte: El Deseo

Un discorso, spesso e volentieri autoreferenziale, che Pedro Almodòvar aveva già affrontato in pellicole precedenti (su tutte le già citate, senza dubbio l’autobiografico Dolor y Gloria, con Antonio Banderas); che con Amarga Navidad voglia chiudere un cerchio contenutistico e testuale una volta per tutte? Perché lungi dall’essere un lungometraggio dimenticabile, la pellicola presentata all’ultimo festival di Cannes si attesta in fin dei conti tra gli sforzi artistici meno incisivi di Almodòvar, eppure al contempo costantemente ed inevitabilmente coerente con le ossessioni e gli elementi fondativi del cinema del suo autore.

Per gli aficionados del cinema di Pedro Almodòvar, un porto sicuro a cui approdare sempre, nonostante tutto.

Presentato in concorso al 79° Festival di Cannes, Amarga Navidad arriva nelle sale italiane da giovedì 21 maggio con Warner Bros. Pictures.

VOTO: 3/5


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