Ant-Man and the Wasp: Quantumania – La recensione terzo capitolo Marvel con Paul Rudd

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Di Simone Fabriziani

Dopo gli eventi di Avengers: Endgame, Scott Lang (Paul Rudd) ha scritto un libro di successo e si gusta la celebrità. Più di tutto, però, il supereroe si gode finalmente la famiglia e la figlia adolescente Cassie (Kathryn Newton); la quale scopre di condividere con Hope (Evangeline Lilly) e con i suoi genitori, Janet (Michelle Pfeiffer) e Hank Pym (Michael Douglas), la passione per la scienza e la tecnologia, specialmente per quanto riguarda la materia del regno quantico. Ma la curiosità della ragazza finirà per condurre tutta la famiglia allargata in un viaggio inaspettato di sola andata nel vasto mondo subatomico, dove incontreranno nuove strane creature, una società oppressa e un maestro del tempo le cui minacciose imprese sono soltanto all’inizio.

Arriverà mercoledì 15 febbraio nelle sale italiane l’atteso Ant-Man and the Wasp: Quantumania, terzo capitolo “in solitaria” per il divertente Avenger interpreto da Paul Rudd, ancora una volta diretto da Peyton Reed da una sceneggiatura curata a quattro mani da Jack Kirby e Jeff Loveness. Un nuovo tassello del vasto Marvel Cinematic Universe che apre con la giusta energia la Fase 5 del progetto per grande schermo avallato da Kevin Feige, seppur discostandosi in ambizione e tono dai primi due capitoli che ci avevano fatto amare le avventure adrenaliniche ed imbranate di Scott Lang. Perché non è affatto peregrino affermare quanto Ant-Man and the Wasp: Quantumania sia in realtà più un mero apripista al nuovo villain della fase Marvel successiva che l’ennesimo one man show per l’ironico ed eroico personaggio interpretato da Paul Rudd.

Attorniato da un cast familiare ed ormai affidabile formato da Evangeline Lilly, Michael Douglas e Michelle Pfeiffer, Rudd si impantana in un terzo capitolo ricco di meraviglia visiva e di ambizione narrativa che sposta letteralmente l’attenzione dello spettatore casuale (e del più grande nerd aficionado) sulla new entry più attesa: l’intenso Jonathan Majors nei panni del temibile Kang il Conquistatore, modello sulle cui scelte ed imprevedibili variazioni si baserà tutto il canovaccio della wave che culminerà con Avengers: La dinastia di Kang e Avengers: Secret Wars, quest’ultimo previsto nelle sale nel maggio del 2026.

In un regno quantico che Peyton Reed affresca con i colori vivaci di un lisergico Viaggio al Centro della Terra e con nuovi luoghi e personaggi che sembrano felicemente fare capolino da uno dei tanti universi di Guerre Stellari, Quantumania non si risparmia nella messa in scena di grandi sequenze d’azione, senza però dimenticare flashback e dialoghi esplicativi di grande peso nei prossimi tasselli cinematografici del Marvel Cinematic Universe. Per tale motivo, il ritmo del film spesso fallisce nello spiccare il volo, avviluppato in una sceneggiatura debole che non fa che enfatizzare l’aspetto interlocutorio di questo terzo capitolo, spostando quindi tutta l’attenzione mediatica e le sequenze migliori nel momento in cui entra in scena il sinistro e potente Kang interpretato da Majors.

Una new entry che non dovrebbe far rimpiangere l’assenza del fu Thanos che chiuse con incassi da capogiro e plauso unanime della critica la Terza Fase Marvel, anche se a conti fatti qui la leggerezza e il brio semplice ed entertaining che avevano contraddistinto i primi due capitoli diretti da Reed fanno sentire la loro mancanza. Simpatico cammeo di Bill Murray.

Ant-Man and the Wasp: Quantumania arriva nelle sale italiane con Walt Disney Studios Motion Pictures a partire da mercoledì 15 febbraio

VOTO: ★★½