Avengers: Endgame – La recensione dell’epica conclusione della saga Marvel Studios

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Di Simone Fabriziani

Metà degli esseri viventi nell’universo sono stati spazzati via dagli eventi scatenati da Thanos, che ha colpito anche il team degli Avengers. Un unico futuro sembra ormai possibile ma gli Avengers e i loro alleati supereroi proveranno ad annullare il potere distruttivo delle Gemme dell’Infinito. Da mercoledì 24 aprile arriva nelle sale italiane Avengers: Endgame, ambizioso culmine della saga cinematografica più redditizia degli ultimi dieci anni la cui prima parte da record Avengers: Infinity War è arrivata lo scorso anno con enorme successo di pubblico e critica.

Nuovamente affidato alla regia sapiente di Joe e Anthony Russo, già dietro la macchina da presa per il capitolo precedente e nel notevole Captain America: The Winter Soldier (2014) e Captain America: Civil War (2016) e alla scrittura di Christopher Markus e Stephen McFeely, Avengers: Endgame si propone a tutti gli effetti come contraltare tonale di Infinity War. Se la prima parte cinematografica dello scorso anno era una epica sinfonia di morte ed ineluttabilità del destino, chiave narrativa inedita e talvolta scioccante per il pubblico medio dei cinecomic di successo targati Marvel Studios, qui il processo di chiusura non avviene più per capovolgimento delle aspettative (altissime) ma di conciliazione finale, che piaccia o meno.
Una conciliazione che si protrae grazie allo strumento, vecchio come sono vecchi i voli pindarici di cinema, tv e letteratura, del viaggio del tempo, favoleggiato escamotage narrativo per fissare, cambiare radicalmente o rimaneggiare eventi del passato dei nostri protagonisti per riportare equilibrio nell’universo e pagare il torto subito dal titano Thanos (Josh Brolin). Sarà una missione al cardiopalma di cui non vi sveleremo alcun dettaglio.
Epica resa dei conti della durate di tre ore in cui sono sagacemente inseriti tutti gli stilemi che hanno reso grande, e coesa, la saga cinematografica Marvel a partire dal 2008 con il primo Iron Man, Endgame più che progetto di capovolgimento lo è di riavvolgimento degli eventi; meno efficace dal punto di vista emotivo rispetto ad Infinity War ma molto più attento alle psicologie dei suoi protagonisti, il capitolo conclusivo firmato da Joe ed Anthony Russo ha tuttavia il pregio di disvelarsi come insospettabile riflessione amara sul valore dell’eredità e del confronto tra vecchie e nuove generazioni, di eroi e di pubblico. Che , siamo sicuri, rimarrà fedele anche al futuro sul grande schermo che attenderà il Marvel Cinematic Universe  dopo l’epica conclusione. A qualunque costo.
VOTO: 7,5/10




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