Black Widow – La recensione film Marvel con Scarlett Johansson

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Di Simone Fabriziani

Quando viene alla luce un pericoloso complotto, Natasha Romanoff alias Black Widow si trova ad affrontare il lato più oscuro del suo passato. Inseguita da una forza che non si fermerà di fronte a nulla per distruggerla, Natasha dovrà fare i conti con il suo passato da spia e con le relazioni che ha lasciato dietro di sé molto prima di diventare un Avenger. Arriva mercoledì 7 luglio nelle sale italiane, e dal 9 luglio su Disney + con Accesso VIP Black Widow, nuovo tassello cinematografico che apre le porta alla quarta fase dell’universo narrativo Marvel.

Doveva debuttare nel marzo 2020, ma la pandemia globale ha posticipato l’arrivo nelle sale dello spinoff tutto dedicato a Natasha Romanoff, personaggio femminile di punta della squadra degli Avenger che hanno frantumato ogni record di incasso in tutto il mondo. Il volto è ovviamente quello della superstar Scarlett Johansson.

Perché vedere Black Widow

Perché il film diretto da Cate Shortland, che si è fatta le ossa dietro la macchina da presa sul piccolo schermo e con il cinema indipendente (Lore, Berlin Syndrome), introduce alla Fase 4 del Marvel Cinematic Universe con astuzia e facendo un saggio passo indietro nel tempo: il racconto del film non debutta subito dopo gli apocalittici eventi del campione d’incassi Avengers: Endgame, bensì nel pieno degli sconvolgimenti di Captain America: Civil War (2016); più che uno standalone Black Widow è un solidissimo spinoff (ma l’intro è tutta dedicata all’infanzia ed adolescenza della nostra eroina) dals sapore completamente differente rispetto ai roboanti effetti visivi e la CGI dei capitoli che componevano il gran finale della Fase 3. Un’appassionante spy story alla (nuova) ricerca delle proprie origini, il film diretto dalla Shortland intrattiene e diverte grazie alle innumerevoli sequenze d’azione e ai nuovi personaggi introdotti: dal premio Oscar Rachel Weisz alla promessa del cinema internazionale Florence Pugh, fino al memorabile Red Guardian interpretato da un gigionesco ed azzeccato David Harbour (amato ed apprezzato dal pubblico generalista nella serie Stranger Things).

Perché non vedere Black Widow


Se avete voglia di iper-connessioni narrative ai precedenti titoli del Marvel Cinematic Universe rimarrete delusi (per sviluppi futuri però, la sequenza inedita alla fine dei titoli di coda è d’obbligo per capire cosa ci attende all’orizzonte del piccolo e del grande schermo Marvel), perché il Black Widow della Shortland si preoccupa più di raccontare la psicologia di Natasha Romanoff (ri)donandogli nuova dignità ed un lungometraggio che sia tutto suo piuttosto che crearle attorno un puzzle di avvenimenti, collegamenti passati, presenti e futuri che hanno da sempre contraddistinto il progetto cinematografico prodotto da Kevin Feige. Nonostante lo spettacolo non manchi nemmeno qui, era finalmente ora che Scarlett Johnasson prendesse le redini da protagonista assoluta nei panni che la hanno resa popolare a tutti, ma veramente tutti. 
Un bel racconto adrenalinico di nuovo femminismo e senso della famiglia che è due spanne sopra la parziale delusione dello scialbo Captain Marvel, primo lungometraggio con una protagonista femminile che in quel caso aveva il volto del premio Oscar Brie Larson. 
Dal 7 luglio nelle sale italiane e dal 9 luglio su Disney + per tutti gli abbonati con Accesso VIP.

VOTO: 🟊🟊🟊


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