Coyote vs. Acme

Coyote vs. Acme, la recensione

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Dopo una post-produzione avventurosa che meriterebbe un film a parte e la decisione discutibile di Warner Bros. Pictures di non distribuire più il film (in sala e nemmeno in streaming), grazie alla lungimiranza di Lucky Red sbarca finalmente nelle nostre sale Coyote vs. Acme.

Per generazioni di spettatori, Willy il Coyote è stato il più ostinato dei sognatori. Da decenni insegue Beep Beep senza mai riuscire ad acchiapparlo, finendo puntualmente vittima dei marchingegni più improbabili prodotti dalla Acme. Tra esplosioni, precipizi, razzi impazziti e invenzioni difettose, è diventato uno dei simboli più universali, divertenti e romantici del fallimento, ma anche e soprattutto della perseveranza. Lui non si arrende, mai.

Willy il Coyote in una scena del film – fonte: Warner Bros. Pictures

Tratto dal racconto breve Coyote v. Acme di Ian Frazier, pubblicato sul New Yorker nel 1990, il film parte da una domanda semplicissima: e se Willy il Coyote decidesse finalmente di chiedere conto alla Acme di tutti quei prodotti difettosi? La risposta è una clamorosa causa legale contro l’azienda che per anni gli ha venduto razzi, trappole e gadget tanto ingegnosi quanto disastrosi. Una premessa narrativa assolutamente geniale, che riprende il solco della grande tradizione dei lungometraggi in tecnica mista (su tutti, il “capostipite” Chi ha incastrato Roger Rabbit?) con un’anima spudoratamente anti-corporativista.

Will Forte e Willy in una divertente scena del film – fonte: Warner Bros. Pictures

Se Warner Bros. Pictures avrà letto nella sceneggiatura curata da Samy Burch un aspetto sfrontatamente sovversivo ed anti-aziendale costatogli l’etichetta di pellicola “invendibile”, Coyote vs. Acme rappresenta invece un raro esempio cinematografico di inusitata fortuna e perseveranza. Impossibile difatti non pensare a quanto le disavventure dell’iconico Willy il Coyote rispecchino il destino imprevedibile dello stesso film diretto da Dave Green. Prima lungometraggio accantonato da una delle reatà aziendali più influenti sul mercato multimediale di oggi, poi opera cinematografica ripescata da Ketchup Entertaiment negli Stati Uniti in barba alle decisione prese da Warner. E il miracolo è fatto.

Una scena tratta da Coyote vs. Acme – fonte: Warner Bros. Pictures

Il prodotto finale è uno dei migliori esempi di cinema in tecnica mista (live action e animazione in coesistenza) mai portati sul grande schermo. Un film sovversivo e dannatamente divertente che fa idealmente il paio con il capostipite di Robert Zemeckis del 1988 e che è impreziosito (oltre ad un parterre di Looney Tunes iconici ed indimeticabili) da interpreti come Will Forte, John Cena e Lana Condor.

Coyote vs. Acme arriva nelle sale italiane a partire da mercoledì 2 settembre con Lucky Red.

VOTO: 3,5/5


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