Dante: La recensione del nuovo film di Pupi Avati dedicato al padre della letteratura italiana

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Di Simone Fabriziani

Dante muore in esilio a Ravenna nel 1321. Nel settembre del 1350, Giovanni Boccaccio viene incaricato di portare dieci fiorini d’oro come risarcimento simbolico a Suor Beatrice, figlia di Dante Alighieri, monaca a Ravenna nel monastero di Santo Stefano degli Ulivi. Nel suo lungo viaggio Boccaccio oltre alla figlia incontrerà chi, negli ultimi anni dell’esilio ravennate, diede riparo e offrì accoglienza al sommo poeta e chi, al contrario, lo respinse e lo mise in fuga. Ripercorrendo da Firenze a Ravenna una parte di quello che fu il tragitto di Dante, sostando negli stessi conventi, negli stessi borghi, negli stessi castelli, nello spalancarsi delle stesse biblioteche, nelle domande che pone e nelle risposte che ottiene, Boccaccio ricostruisce la vicenda umana di Dante, fino a narrare la sua intera storia.

Arriva nelle sale italiane giovedì 29 settembre il nuovo, ambizioso film diretto da Pupi Avati ispirato al romanzo “L’alta fantasia”, scritto dallo stesso regista. Il maestro del cinema italiano si allontana momentaneamente dalla sua Emilia intesa come setting esclusivo delle sue storie e si lascia trasportare in uno dei progetti più intimi e fortemente coraggiosi della sua carriera dietro la macchina da presa. Prima con il suo romanzo di fantastoria, poi con il lungometraggio ad esso ispirato, Pupi Avati torna alle ambientazioni medievali che aveva già affrontato con risultati inediti ed originali in pellicole passate come Magnificat (1993) e I cavalieri che fecero l’impresa (2001). Stavolta però con un grande senso dell’urgenza e della riverenza verso il più grande poeta e letterato che l’Italia abbia mai avuto: Dante Alighieri.

Il Sommo Poeta della letteratura italiana, che prima d’oggi non era mai stato protagonista di un lungometraggio cinematografico, viene qui presentato agli spettatori non con l’immagine accademica e statuaria a cui siamo tutti stati abituati a vederlo in ritratti, dipinti ed incisioni, bensì nella sua fase giovanile, quella che nel corso della sua pur sfortunata vita ha prodotto tra i versi più belli di tutta la sua ineffabile opera letteraria. Qui Dante Alighieri (un bravissimo Alessandro Sperduti nel ruolo del poeta) viene restituito al pubblico del Nuovo Millennio come un giovane uomo ricolmo di amore e di poesia, un fine intellettuale politico e filosofico e dalla sconfinata conoscenza scientifica; un ragazzo che della sofferenza aveva fatto materia della sua produzione letteraria più fine: dal sentimento mai corrisposto dalla sua angelica Beatrice (Carlotta Gamba), ad un matrimonio riparatore plumbeo ed infelice, fino all’esilio politico dalla sua Firenze, evento propulsore per la stesura del suo più grande capolavoro, la Divina Commedia.

Le grandi tappe della vita di un Dante inedito, che sembra appartenere più ai ricordi e alle sensazioni di chi lo aveva conosciuto veramente che alle pagine polverose di un libro scolastico, vengono dunque raccontate dal Boccaccio (Sergio Castellitto) nel corso degli incontri e degli eventi che caratterizzano il pericoloso e lungo viaggio che intraprende da Firenze a Ravenna per risarcire la figlia di Alighieri. Un viaggio che alla fine appare come tema portante e struttura narrativa fondamentale per il Dante di Pupi Avati che, nonostante l’ambizione e il senso risarcitorio di consegnare alle nuove generazioni un Sommo Poeta più vicino alla sensibilità giovanile, cade troppo spesso nel tranello di adattare con fin troppa fedeltà il suo stesso romanzo.
Il film del regista emiliano è difatti fin troppo erratico, sin troppo episodico nel voler rimanere testualmente fedele all’opera letterara da cui è tratto; il risultato, spesso e volentieri, è quello di un lungometraggio di certo coraggioso e caricato di buone intenzioni, ma che restituisce alla fine un ritratto parziale ed offuscato di Dante Alighieri, imbrigliata com’è la sua figura nei numerosi flashback che ne raccontano la giovinezza, gli eventi salienti. Che faccia tutto parte di un progetto che ne celebri la sua proverbiale ineffabilità? Peccato però che, al cinema, funzioni solo a metà.

Dante debutta nelle sale italiane a partire da giovedì 29 settembre con la distribuzione di 01 e Rai Cinema

VOTO: ★★½


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