E poi c’è Katherine – La recensione della commedia con Emma Thompson e Mindy Kaling

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Di Anna Martignoni

Katherine Newbury è l’unica stella al femminile a brillare nel mondo dei Late Shows e della commedia di tarda notte. Con i suoi capelli corti e i blazers maschili, Katherine tiene a bada lo staff di autori e sceneggiatori che la circonda in modo distaccato e cinico. Quando il produttore esecutivo la minaccia di cacciarla dallo show, Katherine corre ai ripari assumendo Molly, ex dipendente di un’industria chimica della Pennsylvania con la passione per gli sketch comici. Insieme, la conduttrice e il suo staff dovranno superare varie incomprensioni e collaborare per salvare il talk show.
Nisha Ganatra, già regista delle serie Brooklyn Nine-Nine e The Mindy Project, porta sul grande schermo il lungometraggio E poi c’è Katherine. Il titolo in lingua originale, Late Night, richiama il mondo dei talk show che vanno in onda a tarda notte e di cui sono protagonisti assoluti gli uomini; nella pellicola della Ganatra, però, è Katherine Newbury (il premio Oscar Emma Thompson) a sbaragliare la concorrenza maschile, conducendo da molti anni il suo personale Late Show. Nonostante sia riconosciuta dal mondo dello spettacolo come una delle più brillanti commedianti, Katherine non è amata da tutti: c’è chi, come la sua produttrice esecutiva Caroline Morton (Amy Ryan) o il suo rivale comico Daniel Tennant (Ike Barinholtz) vorrebbero vederla ritirarsi, poiché il suo show sta subendo un declino inarrestabile da dieci anni. Dall’alto del suo snobismo, l’algida Katherine sembra inizialmente non preoccuparsi di tali giudizi, perseverando nei suoi atteggiamenti freddi e distaccati, come chiamare i suoi autori (tutti uomini) con un numero e non con i loro nomi; ma quando Katherine viene accusata di essere “una donna che odia le donne”, ecco che subito assume Molly (Mindy Kaling, qui anche nel ruolo di sceneggiatrice del film), un’esperta di efficienza in un’industria chimica con la passione per lo show della Newbury. Dapprima incastrate in un rapporto impersonale –nel quale Katherine parla ma non ascolta i suggerimenti di Molly- le due donne impareranno piano piano a conoscersi e a rispettarsi, unite da un unico obiettivo, quello di salvare lo show di Katherine.

E poi c’è Katherine è la storia di due donne agli antipodi che si scontrano e incontrano là dove il talk show sta affondando, ma nessuna delle due può permettere che ciò accada: per Katherine il suo spettacolo è come il figlio che non ha mai avuto, e ora che suo marito Walter (John Lithgow) è ammalato di Parkinson, esso rappresenta per la donna la sua unica fonte di energia, il motivo per cui si alza ogni mattina; anche per la neo assunta Molly lo spettacolo è vitale: essendosi da poco trasferita in una nuova città e non avendo amici con cui parlare, la donna impiega tutte le sue energie nel ricercare idee vincenti che possano salvare lo show dal suo atto conclusivo. E poi c’è Katherine è una commedia che racconta il mondo della commedia (televisiva) e che vorrebbe denunciare l’egemonia maschile in un ambiente che fatica ad aprire le sue porte al gentil sesso. La pellicola della Ganatra mostra poi allo spettatore quanto può essere difficile per una ragazza (per di più straniera) abbattere da sola i pregiudizi ricorrenti in un ambiente di lavoro composto da soli uomini: i colleghi di Molly la considerano come una piccola quota rosa, presa solo in quanto assunzione obbligatoria. Lo show diventa per le due donne il pretesto del loro riscatto, utile a dimostrare agli haters che non bisogna dare mai niente per scontato e che non è mai troppo tardi per rimettersi in gioco.
E poi c’è Katherine è una commedia da non sottovalutare: grazie alla intelligente sceneggiatura messa a punto da Mindy Kaling (comica di talento nella vita reale), il film risulta molto piacevole e ben ritmato; le battute sono taglienti come quelle dei veri late shows e ogni personaggio è sapientemente caratterizzato. Certo, il finale non riserva grandi sorprese e gli ultimi minuti della pellicola subiscono una battuta d’arresto; ma, come si suol dire, quello che conta per Kaling e Ganatra non è la meta ma il viaggio: comprendere cioè come cambiano le protagoniste e in che misura sono disposte a rivedere i propri standard. Un grande, anzi grandissimo contributo è dato infine da Emma Thompson, straordinaria nel passare dal registro comico a quello drammatico e capace allo stesso tempo di divertire e far riflettere lo spettatore. 

E poi c’è Katherine uscirà nelle sale italiane il prossimo 12 settembre grazie alla distribuzione di Adler Entertainment. 
VOTO: 7/10


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