Dopo aver vinto il Premio Speciale della Giuria a Cannes il riconoscimento ex-aequo alle quattro interpreti femminili, Emilia Perez arriva in anteprima italiana alla 19° Festa del Cinema di Roma; portando con sé la sua energetica e vorticosa carica di rivoluzione cinematografica. Esperimento riuscito quello scritto e diretto dal francese Jacques Audiard?
Innanzitutto, la trama di Emilia Perez: Rita (Zoe Saldana) è avvocatessa in un grande studio legale messicano, che un giorno riceve un’offerta inaspettata: aiutare il temuto boss (Karla Sofìa Gascòn) di un cartello del narcotraffico a ritirarsi dai suoi affari e scomparire per sempre, diventando la donna che ha sempre sognato di essere.

Emilia Perez è uno dei film più trasgressivi ed originali del 2024; sin dal suo esordio internazionale al 76° Festival di Cannes, ha conquistato pubblico e critica di tutto il mondo grazie al suo blend irresistibile ed inedito di crime movie e musical tradizionale. Due generi cinematografici che all’apparenza sembrano non condividere elementi, temi e contenuti, ma che nelle mani sapienti del versatile regista Jacques Audiard diventano ingredienti fondamentali di un esperimento su grande schermo che celebra a modo suo storia, società ed iconografie del Messico attraverso i diversi linguaggi del cinema di ieri e di oggi.

L’origine di Emilia Perez sta nella letteratura, perché il nome del personaggio è stato traslato dallo stesso Audiard da uno dei personaggi del romanzo Ecoute di Boris Razòn, poi l’idea di un film è nata come libretto per opera teatrale in quattro atti scritta dallo stesso cineasta. Dalla carta stampata al palcoscenico, Emilia Perez è poi diventato cinema stimolante e controcorrente, che cambia pelle linguistica (dal crime movie al musical, dal melodramma puro e duro alla commedia) così come cambia sesso il/la protagonista.
Sorretto da un cast femminile in stato di grazia (su tutte, Zoe Saldana e Karla Sofià Gascòn a caccia di probabili candidature agli Oscar), Emilia Perez funziona meglio quando si fà allegoria cinematografica delle iconografie e dei luoghi comuni del Messico di ieri e di oggi, meno invece quando cerca di divenire film camaleontico che passa da un’identità all’altra, senza del tutto approfondire però questo o quello spunto. Ma rimane tuttavia un esperimento cinematografico di grande fascino ed attrattiva, pur nelle sue latenti pecche di coerenza narrativa.
Emilia Perez arriva nelle sale italiane a partire dal 9 gennaio 2025 con Lucky Red.
VOTO: 3,5/5





