Il regno del pianeta delle scimmie

Il regno del pianeta delle scimmie, la recensione

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Di Simone Fabriziani

A sette anni di distanza dal terzo capitolo della trilogia prequel, 20th Century Studios continua a battere il ferro caldo ampliando gli scenari narrativi e visuali della saga del Pianeta delle Scimmie con Il Regno del Pianeta della Scimmie, stavolta diretto da Wes Ball, che accoglie il testimone della regia di Matt Reeves (dietro la macchina da presa dei precedenti Apes Revolution e The War – Il pianeta delle scimmie). Ma dove eravamo rimasti esattamente sette anni fa?

Nell’oasi in cui Cesare ha condotto i suoi compagni, i clan di scimmie ormai si sono moltiplicati e continuano a prosperare, mentre gli umani sono regrediti a uno stato selvaggio. Il capo di uno di questi clan, però, corrompe gli insegnamenti di Cesare per schiavizzare altre scimmie alla ricerca delle ultime tracce di una tecnologia umana segreta, mentre un’altra scimmia di nome Noa intraprende un viaggio alla ricerca della libertà al fianco di una ragazza umana.

Il quarto capitolo della saga prequel (ma il decimo in totale in ordine cronologico di uscita nelle sale della lunga serie dedicata a Il Pianeta delle Scimmie) ribalta punti di vista e ruoli narratologici: il processo iniziato nel precedente tassello diretto da Matt Reeves qui viene portato a compimento, con un pianeta Terra di un futuro imprecisato allo stato brado, dove clan di scimmie si spartiscono i territori di conquista e potere e dove i (pochi) esseri umani sopvravvissuti sono regrediti a forme semi-preistoriche di vita quotidiana.

La scimmia Noah in un’immagine promozionale del film – fonte: 20th Century Studios

Purtroppo, Il regno del pianeta delle scimmie è il tassello dell’intelaiatura prequel che inizia a mostrare le prime grandi crepe di un progetto pluridecennale destinato a perdere di potenza contenutistica e di freschezza visuale. La sceneggiatura originale curata da Josh Friedman spalma nuovi personaggi, situazioni e contesti inediti in ben 145 minuti di durata, costringendo anche lo spettatore più appassionato alla serie targata 20th Century Studios a chiedersi la ragione dietro alla costruzione di una nuova trilogia prequel post-Cesare.

Non solo a questo quarto capitolo manca la visione cinematografica di un abile mestierante quale era Matt Reeves (Wes Ball è stato autore dietro la macchina da presa degli adattamenti young adult di Maze Runner sul grande schermo), ma latita anche il senso contenutistico di proseguire un racconto episodico (che trasla personaggi e situazioni dal romanzo di Pierre Boulle del 1963 da cui il capolavoro di fantascienza del 1968) che procede ormai a fatica nel sapersi rinnovare oltre all’ennesimo showcase di rivoluzionaria e sbalorditiva effetistica speciale nella realizzazione della performance capture delle protagoniste scimmie. Scontato ed estenuante, in attesa purtroppo di un quinto (e sesto) capitolo.

Il regno del pianeta delle scimmie arriva nelle sale italiane da mercoledì 8 maggio con 20th Century Studios.

VOTO: 2/5


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