La Guerra dei Rohirrim

Il Signore degli Anelli: La Guerra dei Rohirrim, la recensione

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E se l’opera immortale di J.R.R. Tolkien venisse rielaborata e raccontata attraverso lo stile dell’animazione orientale? Un esperimento che fa da ponte artistico e produttivo a Il Signore degli Anelli: La Guerra dei Rohirrim, prequel della celebre trilogia diretta da Peter Jackson in arrivo nelle nostre sale a partire dal giorno di Capodanno 2025.

Ma di cosa tratta Il Signore degli Anelli: La Guerra dei Rohirrim? 183 anni prima degli eventi raccontati nella trilogia de Il Signore degli anelli, un improvviso attacco di Wulf, astuto e spietato signore del Dunland in cerca di vendetta per la morte del padre, costringe Helm e il suo popolo a impegnarsi in un’audace ultima resistenza nell’antica roccaforte di Hornburg, possente fortezza che in seguito diventerà famosa in tutti i racconti. Trovandosi in una situazione sempre più disperata, Era, la figlia di Helm, trova la volontà di guidare la resistenza contro un nemico mortale intenzionato a distruggerli completamente.

Una scena del film d’animazione – fonte: Warner Bros. Pictures

Prequel/Spinoff della trilogia dell’Anello di Jackson (qui in veste di co-produttore) ispirata a sua volta a Il Signore degli Anelli di Tolkien, il lungometraggio animato e diretto da Kenji Kamiyama è stato interamente disegnato ed animato all’interno di studios giapponesi, e sceglie di raccontare una storia di coraggio ed onore tutta al femminile che gli sceneggiatori (Jeffrey Addis, Will Matthews e Philippa Boyens, moglie di Jackson ed anche co-produttrice) hanno colto a piene mani dalle Appendici del celebre romanzo fantasy.

Un momento d’azione nel film – fonte: Warner Bros. Pictures

Il risultato de La Guerra dei Rohirrim è un racconto epico ed ancestrale che presenta una storia lontana da elementi sovrannaturali in toto (elfi, nani, hobbit e draghi poco hanno a che spartire con la guerra fratricida in quel del regno di Rohan), preferendo una narrazione collaterale ben più vicina ai poemi della letteratura anglosassone delle origini (su tutti, echi dal Beowulf) e alle passioni storico-filologiche del Professore britannico.

Una sequenza dal film – fonte: Warner Bros. Pictures

Focus narrativo del prequel animato è quello su Era, figlia di Helm Mandimartello solo accennata da Tolkien nelle appendici del suo celebre romanzo, che regista e sceneggiatori trasformano invece in un’intrepida eroina ante-litteram che precede di quasi 200 anni le gesta eroiche della Eowyn di Rohan interpretata da Miranda Otto nella trilogia premiatissima di Peter Jackson (l’attrice tra l’altro è la voce narrante proprio de La Guerra dei Rohirrim).

L’animazione giapponese restituisce infine un ritratto della Terra di Mezzo che pare uscito da un bozzetto o da uno dei lungometraggi di Hayao Miyazaki (impossibile non ricercare nell’eroina protagonista del film echi e suggestioni della Principessa Mononoke del maestro autore de La città incantata e Il ragazzo e l’airone, ad esempio), cementificando un ponte artistico e di intenti tra cinema occidentale ed orientale che suggella l’eredità sempreverde dell’universo fantasy ideato da J.R.R. Tolkien.

Il Signore degli Anelli: La Guerra dei Rohirrim arriva nelle sale italiane da mercoledì 1 gennaio con Warner Bros. Pictures.

VOTO: 3/5


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