John Wick 3 – Parabellum – La recensione del sequel con Keanu Reeves

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Di Daniele Ambrosini

Chiunque arrivera, io lo ammazzerò. Ammazzerò tutti“. Così ci aveva lasciati John Wick alla fine del secondo capitolo, con un monito valido tanto per i suoi nemici quanto per gli spettatori. E, almeno sotto questo punto di vista non si può certo dire che le aspettative siano state disattese, anzi, Parabellum porta il gioco a tutto un altro livello, costringendo il killer più famoso del cinema contemporaneo a sfoderare tutte le sue abilità e a fare una mai così gloriosa carneficina.
Parabellum riprende lì dove si era fermato John Wick – Capitolo 2, con la scomunica del protagonista. Per aver ucciso il camorrista Santino D’Antonio nell’hotel Continental di New York, suolo consacrato dalla Grande Tavola, e quindi interdetto agli affari, adesso sulla testa di John pende una taglia di 14 milioni di dollari, destinata ad aumentare ad ogni cadavere che si lascerà alle spalle nel corso della sua disperata ricerca per la salvezza. Chiunque lo abbia aiutato, in qualunque modo, a sfuggire alla furia della Grande Tavola, adesso ne subirà le conseguenze. Per sopravvivere, perciò John non potrà contare sui suoi soliti alleati, ma dovrà fare affidamento sulle persone ancora in debito con lui. 
Nel corso delle due pellicole precedenti Chad Stahelski e lo sceneggiatore Derek Kolstad hanno seminato indizi sulla complessa mitologia alla base della saga, sull’organizzazione sotto la quale John ha operato per anni e dalla quale era riuscito faticosamente a discostarsi, senza però mai davvero avventurarsi nel narrarne i meccanismi. Ed è proprio l’immersione all’interno di quel mondo dalle logiche rigorose ma (parzialmente) misteriose, ben più grande di John, ad essere la forza di questo terzo film. Abbandonata la vendetta come motore della narrazione, a muovere il protagonista questa volta è la necessità di sopravvivere in un mondo il cui unico interesse apparente è quello di farlo fuori, una volta per tutte. John Wick passa, sostanzialmente, dall’essere un revenge all’essere survival movie, senza però perdere la chiave action, ma, anzi, amplificandola fino all’inverosimile, con risultati eccellenti.
Se il primo film era autoconclusivo, il secondo, pur impostando una narrazione per lo più verticale, lasciava la porta aperta ad un sequel. John Wick 3 differisce dai capitoli precedenti in questo poiché mette in ballo una narrazione così complessa e stratificata, così estesa da risultare impossibile da comprimere in una sola interazione cinematografica. Questo era il momento di spingere il piede sull’acceleratore, vuoi per dimostrare qualcosa a livello produttivo (quanti film d’intrattenimento a medio budget hanno più il successo di questa saga?), vuoi per capire quale sia il reale interesse del pubblico nei confronti della serie e stabilirne così un ipotetico futuro, e così è stato. Questo terzo capitolo è così pieno e, in una certa misura, incompleto da risultare molto più inquadrato in un’ottica seriale di quanto non lo fossero i capitoli precedenti. Come fosse un episodio facente parte di una grande narrazione orizzontale che chiede di essere portata avanti, John Wick 3 non è la fine di un percorso, non è la chiusura della storia del personaggio, come era invece lecito pensare alla vigilia della sua presentazione, ma è, semmai, un nuovo inizio. Un finale mai così aperto, tipico della serialità televisiva, può essere letto come un tentativo di fidelizzazione dello spettatore. E per una saga che diventa sempre più costosa, questa è una mossa estremamente intelligente.
Tutto in questo film è più grande, più spettacolare, più visivamente accattivante di quanto fosse lecito aspettarsi, più divertente di quanto non fossero i già ottimi capitoli precedenti. Strahelski, noto per essere stato uno stuntman ed un coordinatore degli stunt prima di diventare regista, ha realizzato delle scene d’azione perfettamente orchestrate, incredibilmente complesse e, nonostante la lunghezza di molte di esse, sempre costantemente interessanti e belle da vedere. Privo di momenti morti e con pochissime concessioni al dialogo, Parabellum è un film adrenalinico ed entusiasmante, in grado di tenere lo spettatore incollato alla poltrona dall’inizio alla fine. Trascinato dalla prova molto fisica del carismatico Keanu Reeves, Parabellum può contare su un cast di supporto di tutto rispetto, composto da Ian McShane, Halle Berry, Laurence Fishburn, Asia Kate Dillon e Anjelica Huston
Coinvolgente ed esteticamente molto accattivante, John Wick 3- Parabellum è in definitiva un film molto riuscito, probabilmente il miglior film d’azione degli ultimi anni insieme a Mission Impossible: Fallout. Tuttavia, ciò che viene meno in questo spettacolare terzo capitolo sono le motivazioni del personaggio, non più mosso dalla voglia di vendetta, dal suo senso di giustizia, ma solamente dalla volontà di farsi carico del ricordo della moglie, una motivazione un po’ debole che dovrebbe idealmente giustificare il cambio di scenario con un elemento del passato, ma che finisce per sembrare di comodo e fa perdere a John buona parte della sua profondità psicologica e lo espone ad un rischio piuttosto evidente: diventare solamente una macchietta. 
Starà all’ipotetico, e mai così necessario, sequel chiudere la storia avviata in Parabellum e restituire tridimensionalità a John.”Si vis pacem, para bellum” dicevano i latini, e se questo film è solo il preludio alla guerra vera e propria, allora se ne vedranno delle belle.



VOTO: 7/10