La fiera delle illusioni – Nightmare Alley – La recensione del nuovo film di Guillermo del Toro

Seguici anche su:
Pin Share

Di Simone Fabriziani

Il giovane e ambizioso giostraio Stanton ‘Stan’ Carlisle ha la straordinaria capacità di manipolare le persone ricorrendo all’uso di poche parole ben scelte. La sua esistenza avrà una svolta inaspettata quando incontrerà la psichiatra Lilith Ritter, ancor più pericolosa e affamata di denaro di lui. Arriva nelle sale italiane giovedì 27 gennaio La fiera delle illusioni – Nightmare Alley, il nuovo film scritto e diretto dal premio Oscar Guillermo del Toro.

Perché vedere La fiera delle illusioni – Nightmare Alley

Tratto al romanzo omonimo di William Lindsay Gresham che già aveva ispirato un film del 1946 diretto da Edmund Goulding con Tyrone Power, La fiera delle illusioni è l’atteso ritorno dietro la macchina da presa del regista messicano dopo il successo di pubblico, di critica (e di Oscar) di La forma dell’acqua nel 2017. E ritorna dietro la macchina da presa e alla scrittura (questa volta coadiuvato da Kim Morgan) con un lungometraggio tetro e serioso, scevro di ogni elemento sovrannaturale ma non per questo privo di poetica squisitamente appartenente al cineasta messicano. L’autore di piccoli gioiellini come La spina del diavolo, Il labirinto del fauno ma anche dei giocattoloni come Pacific Rim oppure i cinecomic dedicati a Hellboy, sceglie di trasporre la materia letteraria del capolavoro noir di Gresham trasformandola in un film solo apparentemente poco ambizioso.

Quello che fa La fiera delle illusioni è scandagliare la natura umana più primordiale (quella legata all’avidità del denaro, la sopraffazione, la supremazia sull’altro analizzati come istinti appartenenti esclusivamente al mondo bestiale) usando l’espediente del genere noir, così lontano oggigiorno dal modo di fare cinema, di raccontare storie per il grande schermo tanto che il Nightmare Alley di Guillermo del Toro sembra quasi un capriccio personale del regista dal gusto anacronistico. Di certo la lunghezza del film è particolarmente dilatata, non tutto nel conto della scrittura dei personaggi e delle situazioni sembra tornare, eppure basterebbero solamente i volti di Bradley Cooper e di Cate Blanchett a convincere anche i più titubanti a pagare il biglietto: il primo, nei panni dell’imbonitore Stan Carlisle, è nel ruolo più convincente e complesso della sua carriera, la seconda continua a rubare la scena, stavolta nei panni di una psichiatra truffaldina che sembra più vestire i panni della “femme fatale” degli anni ’40.

Perché non vedere La fiera delle illusioni – Nightmare Alley


Non tutto sembra però funzionare nel pregevole esperimento anacronistico di Guillermo del Toro, a partire dalla stesura della sceneggiatura co-scritta assieme a Kim Morgan; il gioco di manipolazione mentale, di trucchi psicologici e di illusioni sfuma in una generale mono-dimensionalità dei suoi pur accattivanti personaggi, fatta eccezione per quelli vestiti dalle abili mani di Cooper e Blanchett. La generale tetraggine e mancanza di ironia, che pure non mancava al suo precedente La forma dell’acqua, cala come un macigno se non si è ben disposti ad abbracciare in toto il nuovo film-fiume di Guillermo del Toro. 
Così come il precedente adattamento cinematografico del 1947, anche questo con il tempo però potrebbe diventare un inaspettato cult.

La fiera delle illusioni – Nightmare Alley debutta nelle sale italiane con Searchlight Pictures a partire a giovedì 27 gennaio

VOTO: ★★★