L'agente segreto

L’agente segreto, la recensione

Seguici anche su:
Pin Share

Dopo essere stato presentato al 78° Festival di Cannes ed aver ottenuto i prestigiosi premi alla regia e al miglior attore, arriva finalmente nelle sale italiane L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho.

Presentato in concorso a Cannes 2025, il film L’agente segreto ci porta nel Brasile del 1977. Marcelo (Wagner Moura), un uomo di mezza età segnato da un passato oscuro, arriva a Recife con la speranza di ricostruire la propria vita e riallacciare i legami con la famiglia. Fuggito da São Paulo e dai fantasmi che lo perseguitano, cerca anonimato in una città immersa nell’atmosfera frenetica del Carnevale. Ma il nuovo inizio si rivela illusorio: la minaccia incombe, il controllo sociale è pervasivo, e i muri sembrano avere orecchie. Marcelo, ex agente infiltrato, si ritrova al centro di una rete invisibile di sospetti, spionaggi e sorveglianze.

Wagner Moura in una scena del film – fonte: Neon

L’agente segreto è un piccolo miracolo cinematografico. Non per meriti necessariamente o intrinsecamente artistici o qualitativi, bensì per il suo inaspettato successo internazionale, tanto con la critica di settore che con il pubblico. Ad un solo anno di distanza dal successo planetario (e l’Oscar) di Io sono ancora qui di Walter Salles, il film di Filho fa la storia dei premi dell’Academy: non era mai accaduto ad alcun Paese non di lingua inglese di ricevere la prestigiosa candidatura al miglior film in due anni consecutivi. Un record fino ad ora imbattuto a cui è riuscito ad ambire il Brasile con l’opera cinematografica con protagonista un intenso Wagner Moura.

Tania Maria in una scena de L’agente segreto – fonte: Neon

L’agente segreto è una pellicola di densità e complessità tematiche importanti, inestricabilmente legata alle tristi vicende del Paese del Sud America, che nel corso degli anni ’70 è stato dominato dalla dittatura militare, in un clima di repressione politica e sociale ad ogni livello. Istanze storiche da cui prende il via il pluripremiato film brasiliano candidato a 4 Academy Awards, affresco di grande resilienza civile che getta il suo sguardo raffinato e cinematograficamente imprevedibile sulle conseguenze psicologiche di un clima di repressione e persecuzione. Senza dimenticare di raccontare il passato (piuttosto recente) del suo Paese non tralasciando mai i microcosmi narrativi dei suoi tanti personaggi, né i macrocosmi della quotidianità del Brasile di quel delicato decennio.

L’agente segreto è dunque il perfetto contraltare per grande schermo di Io sono ancora qui con Fernanda Torres; se entrambi i lungometraggi hanno affrontato con intensa carica contenutistica le conseguenze della dittatura militare degli anni ’70, Salles lo ha raccontato con lirismo e toni famigliari di grande accessibilità cinematografica, mentre Filho accetta di seguire ancora una volta le orme della sua arte eclettica ed imprevedibile (suoi gli ottimi Aquarius e Bacurau, molto acclamati alla loro uscita) per metterla al servizio di una pellicola chiaroscurale e fortemente ambigua, proprio come i suoi protagonisti e il Brasile che dipinge al cinema.

L’agente segreto arriva nelle sale italiane giovedì 29 gennaio con la distribuzione di Minerva Pictures e FilmClub.

VOTO: 3,5/5


Pubblicato

in

da