L’esorcista del Papa – La recensione dell’horror con Russell Crowe

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Di Simone Fabriziani

Padre Gabriele Amorth è stato a lungo – dal 1986 fino alla morte, avvenuta nel 2016 a 91 anni – esorcista della diocesi di Roma, avendo praticato più di 100mila rituali di purificazione dal maligno nel corso della sua vita. Questa è la storia  (piuttosto romanzata) della sua lotta contro Satana. Esce nelle sale italiane giovedì 13 aprile con Sony Pictures L’esorcista del Papa, nuovo film diretto da Julius Avery con il premio Oscar Russell Crowe.

Liberamente (molto liberamente!) ispirato ai libri di memorie di Padre Gabriele Amorth “Un esorcista racconta” e “Nuovi racconti di un esorcista”, il film diretto da Avery, che negli ultimi anni si sta costruendo alle spalle una carriera dietro la macchina da presa nel cinema di genere (Son of a Gun, Overlord, Samaritan), parte dall’acquisto dei diritti dei memoir del più celebre e controverso esorcista d’Italia da parte della casa di produzione Screen Gems e costruisce attorno al suo protagonista premio Oscar un divertissement totalmente lontano dalle lugubre e suggestive testimonianze di Amorth che alla fine avvicina il suo santificato protagonista più a figure avventurose alla Indiana Jones e Sherlock Holmes che al sacredote che ci ha lasciati nel 2016.

Ispirandosi ad alcuni dei resoconti dell’esorcista del Vaticano raccontati nei due libri precedentemente citati, il film di Julius Avery non rifugge alcuno dei cliché narrativi e delle soluzioni visive che da decenni popolano incessantemente e senza possibilità di risoluzione buona parte delle pellicole dedicate al tema della possessione demoniaca; segno ulteriore che il celeberrimo film del 1973 diretto da William Friedkin (sì, stiamo proprio parlando de L’esorcista!) abbia nel tempo generato (pochi) figli e (tanti) figliastri minori. L’esorcista del Papa fa parte del secondo, numerosissimo gruppo.

Che poi, a volerlo difendere, il lungometraggio hollywoodiano di Julius Avery non ha soli difetti, ma anche alcuni, inaspettati pregi: primo fra tutti, il saper consapevolmente mettere in scena una pellicola che esula dalla realtà dei fatti e dalle memorie di Padre Amorth per proporre agli spettatori cinematografici un poutpourri di istanze narrative tipiche del cinema di (sotto)genere capace di far salter dalla poltrona i meno smaliziati e far sorridere sotto i baffi coloro invece che ne comprendono la carica esuberante, esagerata e, a tratti, addirittura fumettistica.
Per tale motivo L’esorcista del Papa, pur nella sua cosciente prevedibilità e castroneria storica, riesce a divertire maggiormente quando si fa prima parodia auto-consapevole di certo immaginario visuale di exorcism movie, e poi quando consegna il suo improbabile protagonista nella schiera dei grandi detective dell’ignoto e del paranormale che in tanta parte di cinema e tv ha trovato spazio negli ultimi decenni. Piccolo ruolo anche per Franco Nero, nei panni di Sua Santità.

L’esorcista del Papa debutta nelle sale italiane da giovedì 13 aprile con Sony Pictures Italia

VOTO: ★★½


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