Moonage Daydream – La recensione dello straordinario documentario dedicato a David Bowie

Seguici anche su:
Pin Share

Di Simone Fabriziani

Non c’è stato nessuno mai come David Bowie nel panorama musicale moderno. Il suo esordio sfavillante sui palchi dei concerti di mezzo mondo a partire dai rutilanti anni ’70 ha cambiato per sempre la concezione di star musicale, lui che con il suo favolistico Ziggy Stardust aveva travalicato i confini dell’identità, del genere sessuale, della società, della storia tutta del Novecento fino a quella parte. Brett Morgen, abile regista documentario di piccoli capolavori del genere come Crossfire Hurricane, Cobaine: Montage of Heck e Jane, firma Moonage Daydream e presenta la sua ultima fatica al Festival di Cannes 2022. Con grande successo.

Accedendo in forma esclusiva all’archivio fotografico e audiovisivo della famiglia Bowie, Brett Morgen ha realizzato forse l’omaggio pià sentito e genuino al genio senza etichette del cantante e musicista britannico; o quantomento, il documentario che più si è avvicinato all’ineffabilità di Bowie. Per questo motivo il regista statunitense si accosta alla figura della star con riverenza, senza però rinunciare alla sua vena anarchica dietro la macchina da presa.

Non solo materiale audiovisivo e fotografico d’archivio privato, ma un vero e proprio lavoro sopraffino di montaggio tra la sopracitata miniera d’oro di girato mai pubblicato e perecedenti interviste del musicista, videoclip, registrazioni di vecchie nuovi concerti, senza apparente soluzione di continuità. Un patchwork destinato al grande schermo che celebra con estrema coerenza il costante rifiuto categorico di David Bowie di voler appartenere ad uno stile, un genere, un modo di vivere la propria identità.

Bowie, che in tutta la sua prolifica carriera si è reinventato più e più volte, ha cambiato pelle per sentirsi costantemente vivo ed in contatto con il suo estro artistico, ha rifiutato ogni categorizzazione, è morto e risorto in musica; lui che come Ziggy Stardust è sceso sulla Terra negli anni ’70 a bordo di un’astronave trainata dalla polvere delle stelle della galassia profonda.
Un viaggio, quello dalle stelle al nostro pianeta, che Brett Morgen emula partendo proprio dal titolo del suo nuovo documentario, Moonage Daydream (“sogno di un allunaggio ad occhi aperti”), preso in prestito da una delle canzoni più celebri degli esordi di Bowie. Così il film di Morgen è solo all’apparenza un bombardamento per gli occhi e per le orecchie dello spettro prismatico e dell’ineffabilità (pubblica e privata) del grande genio della musica di tutti i tempi, è invece il viaggio audiovisivo più onesto e riverente che si potesse mettere in piedi in memoria dell’eredità popolare lasciata dal musicista al mondo; realizzato con il benestare della sua famiglia, a David sarebbe piaciuto. Tantissimo.
Moonage Daydream sarà nelle sale italiane con Universal Pictures esclusivamente il 26-27-28 settembre in sale selezionate

VOTO: ★★★★


Pubblicato

in

da