Soldado – La recensione del sequel firmato da Stefano Sollima

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Di Simone Fabriziani

Nella guerra alla droga non ci sono regole. Mentre i cartelli messicani hanno iniziato a trafficare terroristi attraverso il confine statunitense, l’agente federale Matt Graver (Josh Brolin) chiama il misterioso Alejandro (Benicio Del Toro), la cui famiglia è stata annientata da un boss del narcotraffico, per intensificare in maniera pesante l’attacco contro i malavitosi. Alejandro rapisce allora la figlia del boss per infiammare il conflitto. Quando la ragazza verrà però considerata come un danno collaterale, il suo destino si intrometterà tra i due uomini, che metteranno in dubbio tutto ciò per cui stanno combattendo. Arriva nelle sale italiane giovedì 18 ottobre Soldado, esordio in lingua inglese del registra nostrano Stefano Sollima.

Sequel del film di enorme successo di critica del 2015 Sicario (diretto dal canadese Denis Villeneuve con una magnifica Emily Blunt), Soldado amplia la veduta del racconto del capitolo precedente pur mantenendone i punti di forza maggiori. Se il film di Villeneuve si presentava come una confezione esemplare di equilibrio tra vertiginosa azione e potente riflessione sulla sempiterna evoluzione della criminalità di confine, il Soldado di Stefano Sollima agisce per effetto concettualmente contrario. Qui è la dinamicità dell’azione a regalare i momenti maggiormente d’efficacia del film, grazie soprattutto alla abilità del regista italiano di sapersi districare tra fili narrativi che amplificano lo spettro rispetto al capitolo precedente , e tra sequenze ad altissima tensione.

Per apprezzare a pieno il pur ambizioso Soldado di Stefano Sollima (la sceneggiatura è ancora una volta affidata al solido Taylor Sheridan) bisogna sapere allo stesso tempo sapersi allontanare dal successo del 2015; dopo le ottime prove televisive in serie come Romanzo criminale e Gomorra e il cupo noir romano Suburra, Sollima conferma di sapersi destreggiare in racconti per immagini dove è la azione stessa a saper guidare le fila del discorso cinematografico. Seppur un secondo capitolo manierato ma pur tuttavia godibilissimo, Soldado apre le porte ad eventuale terzo capitolo e alle possibilità di collaborazioni statunitensi per il regista nostrano, attualmente vociferato dietro la macchina da presa di progetti in lingua inglese e ad alto budget come l’adattamento del videogame Call of Duty.

VOTO: 6,5/10



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