The Last Showgirl

The Last Showgirl, la recensione

Seguici anche su:
Pin Share

Dopo essere stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival del 2024, arriva finalmente nelle sale italiane a partire da giovedì 3 aprile The Last Showgirl, terzo lungometraggio dietro la macchina da presa per Gia Coppola dopo gli apprezzati Palo Alto e Mainstream.

Ma cosa racconta il nuovo film diretto dalla nipote del leggendario Francis Ford Coppola ed ormai solida cineasta? La pellicola drammatica è la storia di Shelly (Pamela Anderson), che ha lavorato come ballerina nello stesso spettacolo per più di trentacinque anni, quando quest’ultimo viene chiuso e lei licenziata. In cerca di una nuova vocazione nella vita, Hannah cerca anche di recuperare il rapporto con la figlia Hannah (Billie Lourd).

Pamela Anderson in una scena del film – fonte: Roadside Attractions

Ispirato ad una piéce teatrale mai portata sul palcoscenico della sceeneggiatrice del film Kate Gersten, The Last Showgirl è un lungometraggio dalla duplice valenza ed attrazione. In primis perché brilla di luce propria nel momento in cui a vestire i panni della protagonista è una ritrovata Pamela Anderson, nel suo primo ruolo di spessore drammatico davanti la macchina da presa. Un ruolo, quello della fragile ma determinata Shelly Gardner, che sembra essere stato cucito addosso all’attrice statunitense da anni “fuori dal giro” hollywoodiano ed attivamente all’interno di un percorso di rinascita personale ed intima, lontano dai riflettori e dalle frivolezze di un’industria cinetelevisiva che la aveva da sempre etichettata come mero sex symbol.

Pamela Anderson in The Last Showgirl – fonte: Roadside Attractions

Con in mano la sceneggiatura adattata e curata da Kate Gersten, Pamela Anderson ritrova la propria strada verso l’Olimpo hollywoodiano e si fa protagonista di un comeback cinematografico commovente ed intimo, impreziosito da un cast (quasi tutto) al femminile costituito anche da Jamie Lee Curtis, Kiernan Shipka, Brenda Song e Billie Lourd. Le musiche, tutte originali, sono curate da Andrew Wyatt, mentre la canzone “Beautiful That Way” è stata interpretata da Miley Cyrus.

Jamie Lee Curtis in una scena di The Last Showgirl – fonte: Roadside Attractions

The Last Showgirl non arriva nelle sale di certo per rinnovare una narrazione ormai archetipica del grande schermo, che agli occhi degli spettatori più smaliziati ricorderà nella forma e negli intenti titoli come The Wrestler di Darren Aronosfky, Birdman di Alejandro Gonzalez Inarritu e il più recente The Substance di Coralie Fargeat; tutti titoli che in comune condividono la gioia e lo struggle artistico e squisitamente intimo dei propri attori protagonisti, che nella vita privata ed in quella sotto i riflettori si sono rimessi in gioco in ruoli-specchio della propria dolorosa esperienza dentro e poi fuori dal sistema dell’entertainment contemporaneo.

Con la differenza che la terza pellicola diretta da Gia Coppola assume un punto di vista fieramente ed esclusivamente femminile, che non giudica i propri personaggi, ma li lascia anzi (sopra)vivere tra decadenti spettacoli di varietà e voglia di rivalsa in una mesta e spettrale Las Vegas.

The Last Showgirl arriva nelle sale italiane a partire da giovedì 3 aprile con la distribuzione di Be Water Film in collaborazione con Medusa Film.

VOTO: 3/5


Pubblicato

in

da