Lo ricordate il film L’implacabile, cult degli anni ’80 con un Arnold Schwarzenegger al culmine del suo successo ad Hollywood? Quel lungometraggio era ispirato al romanzo L’uomo in fuga di Stephen King (ma per pubblicarlo usò lo pseudonimo di Richard Bachman) del 1982. Ora, l’opera letteraria torna al cinema grazie ad Edgar Wright con The Running Man.
In un futuro oppressivo in cui il governo ha il controllo di tutti media, Ben Richards (Glen Powell) si offre volontario per partecipare a un quiz televisivo mortale, che consiste nel farlo braccare per 30 giorni da killer professionisti. Se sopravviverà, vincerà un premio in denaro che gli servirà per curare la figlia malata e per aiutare la famiglia a uscire dall’indigenza. Prevedendo un trend di racconti letterari e sul grande (e piccolo) schermo dal sapore politico-distopico, negli anni ’80 Stephen King ha ufficiosamente dato il via ad una moda narrativa che ancora oggi riverbera nel mondo multimediale ed oltre.

Immaginando un mondo futuristico non troppo lontano dal nostro dove regnano oppressione e terrore, King aveva pronosticato saghe di celebre fattura come ad esempio quelle degli Hunger Games pubblicati da Suzanne Collins. Edgar Wright, che torna dietro la macchina da presa a quattro anni di distanza dal divertente Last Night in Soho, firma un adattamento del romanzo distopico degli anni ’80 vigoroso, vitale ed adrenalinico che non rinuncia ad ossessioni e cifre stilistiche dell’autore assieme ad una acuta riflessione sulla società occidentale contemporanea.

In The Running Man, Wright espone davanti alla macchina da presa il massimo delle sue capacità di regista di cinema d’azione, tornando ed omaggiando le vertigionose e cinetiche corse all’impazzata che avevano fatto cult movie il suo precedente Baby Driver, senza dover necessariamente rinunciare al gusto squisitamente nerd e citazionista che da sempre contraddistingue le sue opere per grande schermo. E allora The Running Man (coadiuvato da un cast muscolare e divertito capeggiato da un sempre più lanciato Glen Powell e contorniato da Josh Brolin, Colman Domingo, Michael Cera e Lee Pace), diventa ottimo adattamento di King che approfitta furbescamente della situazione politico-sociale attuale per rafforzare il pensiero ed i messaggi contenutistici del romanzo.

In un mondo futuristico in cui gli Usa sono governati da una amministrazione corrotta fondata sul terrore e sulle bugie imboccate ai suoi cittadini, il gioco al massacro a cui partecipa il Ben Richards interpretato da Powell si fà dunque specchio a riflesso dell’enorme quantità di contenuti visivi e multimediali che oggi come oggi dominano la scena della (dis)informazione globale. In precario equilibrio tra verità e bugie.
Ottimo cinema d’azione capace di intrattenere, tenere sulle spine e raccontare i pericoli dell’oggi con acuta intelligenza e maestria cinematografica.
The Running Man arriva nelle sale italiane a partire da giovedì 13 novembre con Paramount Pictures e Eagle Pictures.
VOTO: 3,5/5






