Troppa grazia – La recensione della commedia con Alba Rohrwacher

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Di Anna Martignoni

Lucia è una geometra precisa e diligente che fatica ad arrivare a fine mese ed è madre di Rosa, avuta da un amore passeggero in gioventù. Subito dopo aver chiuso la sua relazione con Arturo, scapestrato elettricista di lei sinceramente innamorato, Lucia riceve un nuovo incarico dal comune: un rilevamento catastale che precederà la costruzione di un’importante edificio architettonico. Un giorno, mentre sta svolgendo il suo lavoro, le appare la Madonna, la quale affida a Lucia una missione della massima importanza che metterà in discussione tutto ciò in cui ha sempre creduto. 

Dopo Non pensarci e La felicità è un sistema complesso, Giuseppe Zanasi scrive e dirige per il grande schermo Troppa grazia, e ci riesce con enorme successo. A primo impatto la pellicola sembra porre l’attenzione su un tema genuinamente religioso, con l’apparizione della Madonna (Hadas Yaron) a Lucia (Alba Rohrwacher); man mano che procede però, il film assume connotazioni tutt’altro che spirituali. La Madonna -scambiata in un primo momento per una profuga- è vero, affida a Lucia una missione che ha dell’umanitario: impedire la costruzione di un’opera architettonica all’avanguardia ma totalmente inutile per portare alla luce le meraviglie naturali nascoste nel sottosuolo; ma per la minuziosa geometra, quello dell’apparizione è soltanto l’ultimo dei problemi da aggiungere alla sua già lunga lista. Oltre ad essere stremata dall’ altalenante relazione con Arturo (Elio Germano), Lucia deve badare a Rosa (Rosa Vannucci), la figlia adolescente confusa dai comportamenti di una madre che sembra non sappia prendersi cura neanche di se stessa, che prima dice una cosa e poi, in modo totalmente contraddittorio, agisce all’opposto. Se a tutto ciò aggiungiamo poi il carattere ossessivo e malato per la precisione di Lucia, il quadro diventa completo. La protagonista si schiera sempre dalla parte delle cose giuste, corrette, trasparenti; sono intollerabili per lei i precedenti rilevamenti catastali sbagliati e superficiali, ed è ancora più intollerabile che i committenti dell’edificio “Onda” procedano senza correggere i lavori. Ecco quindi che entra in scena La Madonna con la sua missione; dapprima Lucia la scambia per un’allucinazione dovuta alla stanchezza, ma quando le si ripresenta a casa, al lavoro, per strada, alle feste di inaugurazione tirandola per i capelli e mettendole anche le mani addosso, la protagonista capisce che nemmeno i potenti psicofarmaci possono aiutarla a mandarla via: l’unica soluzione è di portare a termine quell’importante compito.

Pur presentando alcuni temi di estrema delicatezza, quali le apparizioni, le sedute di psicoterapia per soggetti sensibili afflitti dalle troppe responsabilità, la sensazione di diventare pazzi pur di agire per amore del giusto, Troppa grazia è un film che non si prende sul serio ed è qui che risiede la chiave del suo successo. Con tutte le sue insicurezze e battaglie personali Lucia si fa portavoce della società moderna: irreprensibile da un lato, ma costretta dall’atro a scendere a compromessi con il mondo esterno, talvolta crudele e feroce. La Madonna, che è solo di Lucia e non dell’umanità tutta, sceglie la geometra come predestinata proprio per i valori che porta avanti: la donna non è come i suoi capi, bramosi di potere e assetati di fama, ma una creatura semplice che si chiede costantemente cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. 
Alba Rohrwacher regala una performance straordinaria, apparendo totalmente a suo agio davanti alla macchina da presa di Zanasi, così come Elio Germano, emblema dell’uomo che si arrende davanti alla fantastica complessità della donna. Grazie anche alla musica e alla sapiente direzione della fotografia di Vladan Radovic, il ritmo della pellicola non si arresta mai; il film si muove su un continuo crescendo di divertimento e di riflessione ed è capace di far ridere e commuovere allo stesso tempo.
Troppa grazia è stato presentato all’ultimo Festival di Cannes nella sezione Quinzaine des Rèalisateurs, vincendo il Premio Europa Cinema Cannes Label. Nel cast della pellicola appaiono anche Giuseppe Battiston, Carlotta Natoli e Teco Celio
Il film verrà distribuito nelle sale italiane da Bim Distribuzione dal prossimo 22 novembre.    
Voto: 9/10