Venezia 78: Dune è uno spettacolo visivo da vivere sul grande schermo

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Di Simone Fabriziani 
Paul Atreides, giovane brillante e di talento nato con un grande destino che va oltre la sua comprensione, dovrà viaggiare verso il pianeta più pericoloso dell’universo per assicurare un futuro alla sua famiglia e alla sua gente. Mentre forze maligne si fronteggiano in un conflitto per assicurarsi il controllo esclusivo della più preziosa risorsa esistente sul pianeta (una materia prima capace di sbloccare il più grande potenziale dell’umanità), solo coloro che vinceranno le proprie paure riusciranno a sopravvivere.
Nelle sale italiane a partire dal 16 settembre con Warner bros. e presentato fuori concorso alla 78°Mostra d’arte cinematografica di Venezia, il Dune del regista canadese Denis Villeneuve è già evento epocale. Un po’ perché sarebbe dovuto essere il grande ritorno alla normalità nelle sale cinematografiche post-pandemia, un po’ perché era da tempo che una saga cinematografica ambiziosa non sfidava le regole ferree del blockbuster tutto spettacolo visivo e poco cervello a favore di una messa in scena ambiziosa ed autoriale. Dune è esattamente questo. Il regista canadese Denis Villeneuve corona il suo sogno dietro la macchina da presa sin da bambino adattando il primo dei libri che compongono la saga fantascientifica di Frank Herbert con rigore, senso della magia visiva, rispetto della fonte e grande amore per la macchina da presa. 
Il risultato del primo capitolo cinematografico è caratterizzato da due ore e trenta minuti di bellezza visiva da brividi, una capacità chirurgica di saper raccontare un mondo fittizio con le sue logiche e le sue regole senza eccedere nel paternalismo per accompagnare pedissequamente lo spettatore. Lontano dagli eccessi e del manierismo del tentativo del 1984 di David Lynch, il Dune di Villeneuve apre a scenari futuri allettanti ed entusiasmanti, salvo decisioni della Warner che potrebbero ostacolare la produzione del secondo capitolo. Basteranno i soli (pochi) incassi al box office e una presumibile buona tenuta su HBO Max per giustificare un nuovo, colossale investimento? 
VOTO : 7,5 


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